In fondo al mar

Lasciamo che siano gli Inglesi a costruire le carpe robot. Dopotutto, ad un Paese in cui il “fish and chips” arrotolato nella carta di giornale è considerato una ghiottoneria si può veramente perdonare tutto.
Davvero molto simile ai suoi fratelli ricoperti di pastella, questo robopesce si può ammirare presso il London Aquarium. Ci sono voluti solo tre anni per creare questi esserini autosufficienti che adesso sguazzano felici nella loro vasca (e senza fili, ve lo assicuro).
Dei sensori assicurano ai pescetti una vera e propria Intelligenza Artificiale che permette loro, fra le altre cose, di nuotare fino a ben 5 centimetri al secondo! Dunque, quale sarà il futuro di questi robottini natanti?
“Vogliamo renderli in grado di trovare da soli il loro caricatore, proprio come i pesci veri che cercano il cibo”, dice il professor Huosheng Hu.
Almeno siamo sicuri di non trovarceli tra i piedi per il litorale di Riccione.

(da BBC News tramite us.gizmodo.com)