Nikon D700, il sensore Full-frame fa la differenza

L’ultima reflex digitale di casa Nikon è a tutti gli effetti un apparecchio professionale, ma con un corpo macchina dalle dimensioni contenute; finalmente anche il fotoamatore esperto può apprezzare i vantaggi del pieno formato FX. Il sensore della D700 è infatti il medesimo della sorella maggiore D3. Si tratta di un CMOS 36×23,9 mm, da 12,1 milioni di pixel effettivi in grado di fornire immagini da 4.256×2.832 pixel, con la possibilità di scattare sfruttando il formato DX, ma in questo caso, ovviamente, solo fino a 5,1 Megapixel. E’ forse questo l’unico limite fisiologico di una fotocamera in grado davvero di esaudire i sogni di tutti e, se avete aspettato fino ad ora per passare alla fotografia digitale, potrete apprezzare il vantaggio assoluto di utilizzare su questo corpo persino i vecchissimi AI Nikkor senza CPU a priorità di diaframma, nella loro vecchia apertura focale.Il corpo macchina mostra caratteristiche di robustezza e cura equiparabili a quelle della D3 per un peso, senza obiettivo, di pochissimo inferiore al chilogramma. Certo per concentrare in meno spazio la dotazione tecnologica di primo livello si è dovuto rinunciare a qualcosa: la D700 perde un lettore di schede Compact Flash (ne ha solo uno) e non offre la stessa velocità di motore della sorella maggiore , ma il mirino – che pure ha una copertura solo del 95% (la D3 copre la totalità della scena ripresa) – è già circolare, simile al più professionale della D3. Anche l’otturatore è diverso, rispetto a quello della sorella maggiore: la D700 mutua quello della D300. Ma solo a fronte di un uso davvero “estremo” si potrà rimpiangere quello testato per 300.000 scatti, la velocità massima di scatto è di 1/8.000, con tutti i sistemi di esposizione che gli appassionati conoscono. La D700 guadagna un sistema di pulizia del sensore integrato, tanto richiesto dal mercato, per quanto a nostro parere nulla potrà sostituire una pulizia accurata approntata direttamente dal centro Nital quando necessario.
Anche il processore è il medesimo della D3.
Sul lato posteriore invece si può apprezzare il display da 3 pollici a 922.000 pixel che cambia colorazione a seconda dell’illuminazione ambientale. La D700 perde il display LCD posteriore secondario, ma guadagna un pulsante “Info”, tanto prezioso quanto utile, in grado di fornire qualsiasi informazione, sia prima dello scatto che sul fotogramma ripreso. Alcune chicche poi contribuiscono a qualificare la D700 come professionale a tutti gli effetti: il sistema live view per la messa a fuoco e l’inquadratura direttamente sul piano del sensore, l’uscita HDMI e persino una vera e propria “bolla elettronica” per inquadrare accuratamente nel caso di riprese architettoniche o in tutte le occasioni in qui la linea dell’orizzonte può fare la differenza tra una foto bella e una foto curata e perfetta. Il menu è certamente più simile a quello della sorella minore D300, ne mostra i medesimi vantaggi di chiarezza e semplicità da qui si potrà scegliere se lavorare con lo spazio colore Adobe RGB o sRGB. E in modalità Playback si potranno visualizzare le foto anche come thumbnail, in slide show, con l’istogramma RGB o impostando la rotazione automatica.

Per tornare alla messa a fuoco, la D700 è in grado di effettuarla su 51 diverse aree con 15 sensori incrociati e sistema a contrasto in modalità Live View. Non abbiamo registrato alcun problema della messa a fuoco in relazione alla luminosità ambientale, anche grazie al servo-illuminatore, solo una piccola incertezza su infinito in una particolare condizione ambientale, con sfondo relativamente uniforme (sia nelle modalità AF-S che in AF-C e sia con area a singolo punto, Dynamic, e Automatic). La sensibilità ISO di lavoro è compresa tra i 200 e i 6.400, ma in modalità Boost la gamma si estende dai 100 ai 12.800 ISO.

Giudizio
Durante la nostra prova siamo rimasti certamente impressionati dalle qualità di robustezza ed ergonomia assolute, nonché dalle possibilità offerte dal sensore FX. Servirà qualche tempo però per familiarizzare con tutte le possibilità offerte, anche in modalità Playback. E chi decidesse di spremerne a fondo la dotazione potrà apprezzare anche le porte di connessione, tra cui quella a 10 pin per il GPS e telecomando, mutuata a sua volta dalla D3. I nikonisti che hanno già utilizzato la D3 saranno subito a casa propria, chi invece ha deciso di fare il salto da un precedente modello pro-sumer, probabilmente dovrà fare qualche sforzo in più. Notiamo con favore che questa professionale con il flash si fa apprezzare anche per aver realizzato il giusto mix di caratteristiche tra la sorella maggiore e la D300. Velocità di prontezza allo scatto e on/off assolutamente OK. Bilanciamento del bianco e controlli espositivi senza lacune. Forse si può fare ancora meglio per quanto riguarda la velocità assoluta di messa a fuoco e la precisione in condizioni davvero ai limiti… ma solo perché nessuno è assolutamente perfetto. La Nikon D700 è disponibile a un prezzo di circa 2.600 euro e a nostro avviso rappresenta la scelta migliore in questo segmento.