Presentata a Sestri Levante la ‘pelle artificiale’

pelle_artificiale.jpg
In questi giorni e fino al 30 luglio fino al 30 luglio si svolge a Sestri Levante una sessione di lavoro fra gli scienziati e i ricercatori impegnati nel progetto europeo 'RobotCub', la piattaforma umanoide sviluppata dall’IIT - Istituto Italiano di Tecnologia . I ricercatori provenienti da alcuni paesi europei e non (Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Portogallo e Turchia), lavoreranno assieme per implementare nuove soluzioni tecnologiche da applicare alla piattaforma umanoide: controllo motorio, visione artificiale e apprendimento automatico saranno alcuni dei temi toccati. Al progetto RobotCub aderiscono numerosi centri europei, riuniti in un consorzio: l’IIT, l’Università di Genova, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università di Zurigo, l’Università di Uppsala, l’Università di Ferrara, l’Università di Hertfordshire, l’IST di Lisbona, l’Università di Sheffield, l’Ecole Polytechnique Federal di Losanna, Telerobot S.r.l. Ma tra i collaboratori internazionali compaiono anche il MIT, il Laboratorio di Communications Research del Giappone e altri ancora. Cervelloni di tutto il mondo a confronto, insomma.
Ma quello che, al momento ha attirato la nostra attenzione è il brevetto che riguarda la sensorizzazione di superfici non planari, in poche parole la 'pelle artificial'. In sostanza la nuova tecnologia permette di rendere sensibili superfici curve grazie alla disposizione a reticolo triangolare dei sensori e al supporto flessibile su cui sono fissati. I triangoli sono a loro volta connessi a gruppi di 32 consentendo la gestione di centinaia di punti sensibili con un limitato numero di connessioni.
A sentire gli inventori, le applicazioni possibili sono numerose e comprendono diversi ambiti di utilizzo: può fornire indicazioni sia sullo stato interno del sistema, sia sulle caratteristiche fisiche dell’ambiente con cui il robot interagisce. "Ulteriori applicazioni possono essere i dispositivi nei quali l’interazione uomo – macchina avviene attraverso contatto 'fisico' - dicono gli scienziati - (es. volanti o sedili delle autovetture per misurare la posizione e la pressione esercitata dalla mani o la distribuzione dei pesi dei passeggeri) o il settore dell’abbigliamento 'tecnico', nel quale i sensori potrebbero essere utilizzati per misurare lo stato fisiologico della persona che li indossa".

[Fonte: Barabino.it]