Se l’aria d’emergenza ce la portiamo sul petto


Chi di voi ama esplorare gli abissi dei mari con una bombola sulle spalle sa che ogni buon subacqueo ha sempre con sé quella che si chiama fonte d'aria alternativa, ovvero un dispositivo fatto per fornire aria, in caso d'emergenza, al vostro compagno d'immersioni, o, nell'improbabile caso di un mal funzionamento del dispositivo principale, a voi stessi. Ce ne sono di diversi tipi in uso tra i sub, ma questo non l'avevamo davvero mai visto. E' una micro bombola piena, come quelle di dimensioni standard, di aria compressa, con un boccaglio retrattile, che si attacca sulla muta all'altezza del petto. In caso di necessità, il subacqueo non deve fare altro che tirare il boccaglio fino alla bocca e premere il pulsante laterale per attivare il flusso d'aria. Il designer parla di "una scorta pari a 5 minuti di aria", che è un valore approssimativo se non si conoscono la reale capacità della tanichetta e la profondità alla quale si utilizza.

Per di più, stando all’immagine, manca un manometro per controllare quanta aria c’è davvero nel contenitore. E, certo, cinque minuti possono non essere sufficienti, a seconda, ancora una volta, della profondità e delle condizioni del mare e del subacqueo. Ma sono sempre un aiuto in più. Diciamo che piuttosto che come fonte d’aria secondaria, potrebbe andare bene come fonte… terziaria. In ogni caso, è ancora soltanto un prototipo.

[Fonte: Gizmodo USA]

Tags :