E’ il giorno di Avatar nei cinema italiani: la nostra pagella

Se ne parla da settimane. Ne hanno riferito tutti i telegiornali, Sky ha dedicato alla filmografia del regista James Cameron tutta la settimana riproponendo i suoi successi storici, da Titanic a The Abyss e anche la carta stampata ha riservato pagine e pagine di anticipazioni. Perché tanto clamore per un film? Perché in realtà Avatar non è semplicemente un film, o perlomeno non è con queste premesse che è stato presentato.

Cameron ha voluto andare oltre i limiti tecnologici finora conosciuti e realizzare un film 3D con tecniche e strumenti mai usati prima d’ora (abbiamo già dedicato un post a questo tema). Nelle sale italiane esce oggi, distribuito dalla 20th Century Fox in più di 900 copie; noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo in anteprima e vogliamo provare a dare i voti ad Avatar.

Prima però, per chi non la conoscesse, riassumiamo brevemente la trama: siamo nell’anno 2154, la Terra sta vivendo una crisi energetica senza precedenti e l’unica fonte di energia in grado di assicurare la vita all’umanità è rappresentata dall’Unobtainium, un minerale che si trova solo sul pianeta Pandora. E’ qui che gli uomini, anzi, gli americani, hanno installato centrali operative per coordinare le operazioni di estrazione del prezioso minerale, supportate da basi militari popolate di ex marines e mercenari preposti alla difesa delle attrezzature. Ma difesa da cosa? Pandora è abitata dai Na’vi, una popolazione indigena che vive tra rigogliose foreste pluviali e per nulla intenzionato a farsi cacciare dalla propria terra. Per riuscire a vincere la resistenza dei Na’vi, l’ex marine Jack Sully viene incaricato di infiltrarsi tra loro utilizzando un “alter ego” creato in laboratorio geneticamente metà uomo e metà alieno, un ibrido che è appunto l’Avatar. Tutto procede secondo i piani, fino a quando qualcosa cambia nel modo di pensare di Jack: da questo cambiamento ne nascerà una guerra devastante.

Il banco di prova di Avatar è senza dubbio l’impiego della computer grafica e del 3D: diciamo subito che il livello è davvero molto buono, soprattutto quando la storia è nel vivo dello svolgimento si ha la sensazione di trovarsi davvero su Pandora, con un Avatar da una parte e un Na’vi dall’altra. La profondità e la brillantezza dei colori contribuisce ad affascinare, soprattutto nelle scene all’interno della foresta. Non mancano le esplosioni e anche in questo caso l’effetto 3D rende tutto molto verosimile.

Da questo punto di vista ci sentiamo di  promuovere a pieni voti il film di Cameron, anche se il fatto di dover indossare gli occhialini può suonare come qualcosa di “già visto”; in parte è così, ma il risultato di Avatar è comunque innovativo rispetto ai tentativi di 3D portati finora sul grande schermo. Innovativo per l’accuratezza con cui sono stati creati i personaggi di animazione e innovativo per la credibilità delle interazioni tra questi e gli attori reali. Un consiglio: sceglietevi una posizione centrale in sala, altrimenti potreste non godere appieno dell’effetto 3D in alcune scene.
3D: voto 8

Avatar dura poco più di due ore e mezza, ma il tempo scorre veloce più per l’effettivo coinvolgimento dato dalle ambientazioni che non per la storia in sé. Proprio la trama è forse il punto debole del film. Un po’ scontata e prevedibile, lascia trapelare una critica ben precisa nei confronti della recente politica estera americana, improntata alla conquista e all’espansionismo militare. Dagli stessi dialoghi trapelano, talvolta, chiari riferimenti all’amministrazione Bush e alla cosiddetta “guerra preventiva”. Da questo punto di vista, nulla di innovativo.
Trama: voto 6

Se per Titanic la sfida consisteva nel ricreare con la massima fedeltà possibile la nave inaffondabile, curando fino al minimo particolare i vestiti dei passeggeri, persino le posate sui tavoli nella lussuosa sala da pranzo, perché l’atmosfera doveva essere quella stessa vissuta nel lontano 1912, stavolta l’obiettivo era più ambizioso e difficile. Pandora chiaramente non esiste e questo ha dato a Cameron la possibilità di liberare la fantasia per creare un intero mondo da zero, ma con tutte le difficoltà che questo ha comportato, non avendo riferimenti, se non quelli imposti dalla coerenza tra i personaggi, la fauna e gli elementi naturali. Pandora è un paradiso della natura in cui la Natura è ancora la Madre di tutte le creature che la popolano. E come a una madre, i Na’vi le portano rispetto e in lei si rifugiano in cerca di aiuto e protezione. L’uomo in questo contesto è un corpo estraneo e dimostra tutti i suoi limiti nella cieca ricerca di soddisfare i propri bisogni, a tutti i costi. E come spesso accade, si sceglie la violenza come unica soluzione possibile. In questo mondo umano in cui la guerra serve più della pace, Cameron cerca di dire che c’è ancora spazio per i sentimenti, per le emozioni, se solo si cominciasse a guardare a chi è diverso da noi, non come a un nemico da abbattere.
Idea: voto 8

In conclusione ci sentiamo di consigliare la visione Avatar, anche se il genere non è quello che solitamente vi spinge ad andare al cinema. Il fatto di dover usare gli occhiali polarizzati è un fastidio davvero minimo e assolutamente trascurabile. Buna visione e…buon viaggio verso Pandora!

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