La censura di Apple sulle applicazioni non ha più freni


Guardate questa copertina. E' Madonna, con il petto scoperto, ma senza capezzoli. Perché? A causa della silenziosa censura di Apple, ecco perché. In molti lo hanno già detto: è tempo di dichiarare guerra alla censura di Apple.
Nel caso non lo sapeste ancora, ecco cosa è successo: la rivista di moda inglese Dazed & Confused ha realizzato un'applicazione per iPad. Pare che in redazione la chiamino "Iran Edition" perché per poter pubblicare la rivista su iPad devono togliere ogni nudità a prescindere da quanto sia innocente. Non è la prima volta che succede, ma questa volta è ancora peggio perché parti del corpo scoperte in una rivista di moda sono una parte determinante del contenuto: è pieno di stilisti che usano tessuti trasparenti, décolleté molto profondi e scollature mozzafiato. Per non parlare della lingerie.
Naturalmente, il caso di Dazed & Confused è emblematico di un sistema che sta degenerando e che non può andare avanti ancora per molto.
I dispositivi Apple, comunque la pensiate, hanno davvero un potenziale incredibile, quanto meno per il fatto che possono ridefinire il concetto di computer. La metamorfosi, in realtà, potrebbe già essere in corso, ma l'iPad e Apple rischiano di non fare parte del futuro che sta per iniziare se non cambiano policy.

E’ davvero una brutta cosa dettare politiche che portano alla censura arbitraria delle applicazioni. La censura è una bestia insidiosa che dilaga molto facilmente. Invece di decidere voi quali nudità , quale linguaggio o quali sentimenti politici sono accettabili, perché non lasciare scegliere ai vostri utenti che non sono un manipolo di idioti, né di incapaci e non hanno bisogno di una madre o di un padre a Cupertino. Apple dovrebbe concentrarsi sul modo migliore di far comunicare le persone, non su quello che queste persone possono o non possono comunicare.

Certo, Apple è un’azienda privata e può fare quello che le pare, questo però non vuol dire che qualsiasi cosa faccia vada bene o sia accettabile. Parte della gloria che Apple si è costruita negli anni, origina proprio dall’approccio innovativo, aperto, che punta al futuro che aveva all’inizio. E’ anche uno dei suoi punti di forza nella sempiterna guerra contro Microsoft, no? Ricordate la bandiera dei pirati al numero 3 di Bandley? Che fine ha fatto quella filosofia?

Apple rappresentava i ribelli, i disadattati, quelli che non sono mai stati a loro agio con il sistema dominante, quelli che le regole non le hanno mai gradite troppo. Ricordate?

Alla gente, Apple piaceva per questo. E invece…

Molti commentatori e analisti oltreoceano hanno già lanciato l’allarme. La CEO di Bild Digital, Donata Hopfen, aveva detto: “Oggi Apple censura i capezzoli, domani passerà ai contenuti”. E la sua profezia si è avverata il giorno in cui Cupertino ha rifiutato l’applicazione realizzata dal primo giornalista su internet ad avere vinto il Pulitzer, Mark Fiore. L’applicazione era una storia a cartoni animati ed è stata respinta perché violava le prescrizioni di Apple contro la satira. Non vi sembra di esagerare?

[Fonte: Gizmodo USA]

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