Il 20% delle applicazioni di Android accede ai vostri dati personali


L'apertura di Android Market, che spesso viene lodata incontrapposizione alle rigide politiche di Cupertino, comporta qualche "sacrificio": un buon 20% delle applicazioni che vi sono presenti può accedere e condividere i vostri dati privati. Alcune addirittura possono anche fare chiamate e mandare messaggi dal vostro telefono senza che lo sappiate o senza il vostro consenso.

Il report pubblicato dall’azienda SMobile System, che si occupa di sicurezza, ha riscontrato che dozzine di applicazioni sull’Android Market si comportano come veri e propri spyware:

“Abbiamo trovato 29 applicazioni che richiedono esattamente gli stessi permessi delle applicazioni conosciute come spyware e che sono state classificate in questo modo da SMobile. Otto applicazioni richiedono esplicitamente uno specifico permesso per consente al dispositivo di bloccarsi o di essere del tutto inutilizzabile. In oltre, 383 applicazioni hanno la possibilità di leggere e usare le credenziali per l’autenticazione di altri servizi o applicazioni. Per finire, il 3% di tutte le applicazioni presenti sul Market che sono state analizzate potrebbero permettere ad un’applicazione di mandare SMS senza che l’utente lo autorizzi”.

Certo, 29 applicazioni su un totale di più di 65.000 è una percentuale che rasenta il ridicolo. E se consideriamo anche quel famoso 20%, restano moltissime applicazioni che non comportano alcun rischio. Come SMobile stessa sottolinea:
“Senza dubbio, la maggior parte delle applicazioni sono state sviluppate con le migliori intenzioni e i dati degli utenti probabilmente non saranno compromessi“.

Quindi l’unica cosa che dovete fare è usare un po’ di buon senso. Tuttavia, questo report ci ricorda anche finché l’Android Market sarà in continua crescita, ci saranno sempre predatori pronti ad approfittarne.

Google ha risposto a SMobile con un comunicato, nel quale si legge:
“Questo report suggerisce falsamente che gli utenti Android non abbiano il controllo delle applicazioni che accedono ai loro dati. Non solo ogni applicazione Android deve ottenere i permessi dall’utente per accedere ai dati sensibili, ma gli sviluppatori devono anche passare dai controlli dei pagamento per confermare la loro vera identità e noi disabiliteremo qualsiasi applicazione che dovesse risultare dannosa“.

[Fonte: Gizmodo USA]

Tags :