SEIL Bag, per ciclisti zelanti

Spesso noi italiani possiamo riconoscere la nazionalità dei ciclisti a partire dalla loro attrezzatura. L’Italia è infatti spesso meta di turisti che viaggiano in bicicletta arrivando direttamente dai propri paesi d’origine. Si notano spesso ciclisti armati di caschetto, di zaini incastrati nelle più improbabili location, di bici all’avanguardia e molti altri tipi di fantasticherie e di protezioni. Questo stona con il nostro atteggiamento menefreghista ed infatti potremmo vedere la maggioranza dei ciclisti italiani scorrazzare senza mani a mo’ di equilibrista, in infradito, senza alcuna protezione. Ecco perché SEIL Bag non è adatto per l’Italia.

SEIL (Safe Enjoy Interact Light) Bag è uno zaino che si interfaccia via wireless ad un comando posto sulla bici del ciclista. Tramite questo comando il ciclista può azionare diversi tipi di segnaletica: può indicare che sta per svoltare ed in quale direzione, può indicare che sta per frenare o persino che è in difficoltà.

Lo scopo di questa attrezzatura è di consentire ai ciclisti di non dover staccare le mani dal manubrio e quindi di non dover rischiare di cadere per dover segnalare qualcosa con una delle due braccia. A me questo sembra decisamente un eccesso di zelo però ammetto che di notte possa essere perlomeno utile per segnalare la nostra presenza con segnali luminosi alle macchine in arrivo. (g.a.)

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