Apple raccoglie i dati sui vostri spostamenti tramite iPhone e iPad: ecco perché


Come certamente avrete letto ieri in giro per il web, l'iPhone e l'iPad contengono un file sul quale sono registrati tutti gli spostamenti del dispositivo, individuati tramite il GPS e le celle a cui si aggancia di volta in volta. E non solo il campionamento viene fatto ogni secondo, ma il file non è criptato e si sposta automaticamente sul computer dell'utente quando il dispositivo viene collegato, oltre che da un dispositivo all'altro in fase di migrazione. Tutto questo ha dell'inquietante se si pensa al rischio, sconosciuto agli utenti, per la privacy di tutti i proprietari di device mobili di Apple, considerato il fatto che il file non criptato è a disposizione di chiunque abbia accesso ai dispositivi e abbia un po' i dimestichezza con la materia. Vale la pena di precisare che gli ingegneri che hanno scoperto questo file hanno analizzato anche il codice di Android e non hanno trovato file con le stesse caratteristiche. La domanda è: a che serve?

Se decidete di accedere ai servizi di localizzazione di iPhone, i dati dettagliati, ma anonimizzati, dei vostri spostamenti vengono inviati ad Apple su base regolare.
Gadget Lab ci ricorda di una lettera del consigliere generale di Apple Bruce Sewell mandata ad un paio di membri del Congresso lo scorso anno in cui spiegava come e perché Apple raccoglie dati sulla localizzazione (potete leggere la lettera qui). Sostanzialmente, se avete attivato i “Servizi di localizzazione”, ogni volta che richiedete dati sull’attuale posizione, come succede usando determinate app, Apple raccoglie informazioni a proposito delle celle circostanti e degli hot-spot wi-fi. Se usate il GPS, raccoglie anche le coordinate GPS. I dati vengono trasmessi ad Apple ogni 12 ore tramite “reti wi-fi sicure”, anonimizzati e “con un numero di identificazione random generato ogni 24 ore da un dispositivo iOS” quindi nemmeno Apple (in teoria) è in grado di identificarvi.

Se ricordate bene, Apple ha iniziato a mettere in atto i suoi servizi di localizzazione lo scorso anno, con iOS 3.2. In sostanza, per Cupertino, ogni utente è un fornitore di informazioni su celle e hot spot wi-fi.
Questo dovrebbe tranquillizzarci, specialmente la parte sull’anonimizzazione e il codice random che cambia ogni 24 ore.
Resta il fatto che il famigerato file con tutte le informazioni, resta sul vostro iPhone, sul vostro iPad e sul vostro computer senza alcuna forma di protezione, quindi accessibile e, questa volta sì, direttamente collegabile all’identità dell’utente. (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

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