Apple presenta una richiesta di brevetto che utilizza intensivamente in dati sgli spostamenti degli utenti


Se per caso qualcuno tra voi se lo stesse chiedendo, non è un caso che il vostro iPhone tracci ogni movimento che fate. Una recente richiesta di brevetto da parte di Apple rivela che i dossier con il tracciamento dei dati accumulato da Cupertino saranno usati in applicazioni di Apple e di un gran numero di altre aziende.

Ronald Huang, un “senior engineering manager” di Apple ha presentato la richiesta di brevetto numero 12/553,554 lo scorso mese e il titolo è “Location histories for location aware devices” e che spiega come Apple possa conservare e usare dati proprio nei modi in cui i critici di Cupertino temono. Il brevetto, per esempio, visualizza una mappa che mostri la cronologia degli spostamenti del proprietario del dispositivo, collegando gli spostamenti alle transazioni finanziarie, trasmettendo dati sulla posizione via internet a server remoti e molte altre cose ancora.

L’attenzione attorno all’ormai famigerato file “consolidated.db”, ovvero quello che contiene tutte le informazioni in questione, cresce sempre di più. Avvocati, politici, mezzi di informazione hanno espresso preoccupazione sul modo in cui questi dati, raccolti fin dall’uscita dell’iPhone 4, potrebbero essere utilizzati. Secondo quanto scrive il Wall Street Journal, per altro, le informazioni vengono raccolte anche quando i “location services” sono disattivati.
Come sapete, Apple non ha ancora ufficialmente risposto, ma una mail recentemente inviata da Jobs ad un cliente preoccupato dice: “Non tracciamo nessuno. Le informazioni che circolano in proposito sono false”.
La richiesta di brevetto presentata da Apple, però, fa cadere anche l’ipotesi che si tratti di un bug sfuggito ai controlli dei tecnici di Cupertino, oltre che inficiare l’idea che “non tracciamo nessuno”. In più, i documenti presentati per il brevetto spiegano come il database con la localizzazione possa essere “correlato o legato” ad altre informazioni personali, incluse “ma non limitate a: dati associati allo scatto di una foto, ad una transazione finanziaria, dati associati ad un evento comunicativo (ad esempio ricezione di una telefonata o un IM).
Apple ripete più volte, poi, che i dati vengono inviati a server remoti.
In sostanza, è chiaro che Apple sta pensando ad un uso più esteso di questo database con gli spostamenti dei clienti e che l’azienda vede un grosso potenziale nelle capacità dell’iPhone di registrare ogni movimento. Ora deve spiegare come intende sfruttare questo potenziale e cosa prevedono i suoi progetti.
Potete leggere l’intera richiesta di brevetto cliccando qui.(c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

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