Arrestata una donna che tentava di vendere tecnologia Motorola ai militari cinesi

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Sapete quella sensazione di nervosismo che tutti, inevitabilmente, proviamo quando veniamo fermati per un controllo, magari all'aeroporto? Che si abbia qualcosa da nascondere o no, mette nervosismo. Immaginate se dovesse succedervi mentre trasportate tecnologia rubata e documenti del governo cinese. Altro che nervosismo...
A cosa ci riferiamo? Alla storia, raccontata da BusinessWeek, di Hanjuan Jin, una cittadina americana che avrebbe deciso di lasciare il suo vecchio lavoro a Motorola, ma non prima di aver scaricato un bel po' di documenti segreti, trovare nuovo lavoro in Cina e contattare i militari cinesi per vendere loro i documenti trafugati.

Sfortunatamente per lei, Jin è stata bloccata prima di poter lasciare Chicago in aereo ed è stata ritrovata in possesso del materiale illecitamente sottratto. La donna è stata condannata a dieci anni di prigione.
BW racconta che i segreti industriali in questione riguardavano la tecnologia push-to-talk di Motorola che non si vede in uso più o meno dal 2002. L’avvocato di Jin ha tentato di alleggerire la posizione della sua cliente puntando sul fatto che quello che la donna ha rubato non ha niente a che fare con la difesa. Motorola, dal canto suo, non sente ragioni e sostiene che la tecnologia, per quanto in disuso, vale milioni di dollari. Se ancora non l’aveste capito, parliamo della tecnologia che permette ai walkie talkie di funzionare.

Certo, c’è comunque stata la possibilità che qualcuno vendesse segreti industriali ai militari di un altro paese, e questo viene considerato comunque un fatto grave. Ma d’altro canto, stiamo parlando di una tecnologia vecchia e per niente innovativa. Sarebbe stato come se qualcuno avesse tentato di vendere la tecnologia della tv a colori… (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

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