Carrier IQ precisa: “Non lavoriamo con le forze dell’ordine”

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Ieri vi abbiamo parlato del diniego, da parte dell'FBI, a proposito dell'uso dei dati di Carrier IQ. Oggi ad intervenire sullo specifico argomento è direttamente l'azienda che ha dichiarato:
"Giusto per chiarire tutte le voci circolate sui media a proposito dell'FBI. Carrier IQ non ha mai fornito dati all'FBI. Se le forze dell'ordine dovessero contattarci, le manderemmo dagli operatori perché i dati diagnostici raccolti appartengono a loro e non a Carrier IQ. I dati di Carrier IQ non sono pensati per soddisfare specifiche richieste delle forze dell'ordine. I dati che raccogliamo sono soprattutto storici e non rivelano dove una persona si trovi e cosa stia facendo in tempo reale".

E mentre non siamo sicuri che la questione della proprietà dei dati sia proprio così (e anche se lo fosse, non significherebbe che l’FBI non possa rivolgersi direttamente agli operatori), l’ultima parte è davvero un’argomentazione, diciamo, poco elegante. La raccolta di dati di Carrier IQ è certamente di interesse della polizia. Il solo fatto che non dia dati in tempo reale non significa che gli sms, le chiamate, le mail o i siti visitati da un utente non siano informazioni personali che possono rivelare aspetti della sua vita. Non c’è bisogno di sapere che una persona si trova a casa sua in quel momento per sapere chi è, che musica ascolta, con chi scambia messaggi e che siti visita. (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

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