Il Dipartimento di Giustizia chiude Megaupload. Arrestate sette persone: rischiano 50 anni di prigione

megaupload: cancellati tutti i dati


Uno dei siti di file sharing più utilizzati, Megaupload, sta passando, come si dice, un brutto quarto d'ora: è stato chiuso dalle autorità federali statunitensi. L'accusa, che sta facendo discutere tutto il web, di aver provocato un mancato guadagno di 500 milioni di dollari ai legittimi proprietari dei diritti dei file pirata ospitati sui suoi server. L'impatto è notevole: Megaupload conta 150 milioni di utenti registrati, 50 milioni di visitatori al giorno e vale il 4 per cento del traffico totale di Internet.
In più, sono state arrestate sette persone tra cui il fondatore Kim Schmitz (grosso produttore di rap e marito di Alicia Keys) e tre persone in Nuova Zelanda. Colpisce la coincidenza dei tempi: la Task Force per la Proprietà Intellettuale del Dipartimento di Giustizia compie un'azione così spettacolare senza neanche l'aiuto del SOPA e proprio il giorno dopo della protesta contro questo disegno di legge attuata da buona parte del web, non solo statunitense.

Naturalmente, Megaupload, per quanto sia forse il più conosciuto, non è l’unico sito che permette il file sharing e le alternative sono molte: HulkShare e MediaFire solo per citarne due.
Stando a quanto riporta l’Associated Press Megaupload ha risposto all’azione così: “Il fatto è che la maggior parte del traffico Internet di Mega è legittimo e siamo qui per restarci. Se l’industria dei contenuti vuole trarre beneficio dalla nostra popolarità, siamo felici di iniziare un dialogo. Abbiamo alcune buone idee. Contattateci”. Una reazione davvero controllata. Il Dipartimento di Giustizia, dal canto suo, fa sapere che le accuse sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Gli indagati rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno. (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

Tags :