Google Italia risponde alle accuse: “Un’esperienza meravigliosamente intuitiva”

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Dopo il nostro post di ieri sulle novità in merito alla policy che Google ha annunciato e che saranno effettive dall'1 marzo prossimo, il Corporate Communications&Public Affairs Manager di Google Italia Claudio Monteverde ci ha contattati per spiegare il punto di vista di Google. Ecco cosa ci ha scritto:
"In primo luogo mi preme rassicurare tutti su alcuni punti fondamentali:
Il nostro obiettivo è e rimane quello di garantire agli utenti la massima trasparenza e offrire la massima possibilità di scelta. Manteniamo il nostro impegno per consentire agli utenti di esportare i propri dati dai nostri prodotti e portarli ovunque si desideri.
Facciamo del nostro meglio per essere trasparenti riguardo alle informazioni che raccogliamo e per offrire scelte sensate su come vengono usate; per esempio, lo strumento di Gestione preferenze annunci permette di modificare le categorie di interesse sulla base delle quali proponiamo pubblicità o di escludere del tutto alcune tipologie di pubblicità. Inoltre, progettiamo sistemi di controllo della privacy integrandoli direttamente nei nostri prodotti fin dal principio, come ad esempio le cerchie di Google+.
I nostri princìpi sulla privacy restano infatti gli stessi. Non venderemo mai le informazioni personali e non le condivideremo senza la tua autorizzazione (tranne in rare circostanze quali richieste legali valide)".

Queste sono le novità sulla privacy:
“In primo luogo, abbiamo riscritto completamente le principali Norme sulla privacy di Google in modo che risultassero più semplici e più comprensibili. Le nuove norme sostituiscono oltre 60 documenti esistenti sulla privacy relativi a prodotti specifici. Tutto questo dovrebbe aiutare gli utenti a comprendere quali dati raccogliamo e come li utilizziamo. In secondo luogo, le nuove norme rispecchiano il nostro impegno volto a creare un’unica esperienza utente meravigliosamente semplice e intuitiva su Google. Chiariscono che, se hai un account Google e hai eseguito l’accesso, possiamo combinare le informazioni che hai fornito in un servizio con le informazioni provenienti da altri servizi. In breve, siamo in grado di riconoscerti come singolo utente in tutti i nostri prodotti“.

La mail contiene anche una nota di Alma Whitten, Director of Privacy, Product and Engineering che, oltre a ripetere le stesse cose già scritte da Monteverde, aggiunge: “Tuttavia, ci sono molte altre cose che Google è in grado di fare grazie alla condivisione delle vostre informazioni con… voi stessi. Possiamo perfezionare la ricerca, capendo cosa intendete veramente quando digitate Apple, pesca o golf. Possiamo anche presentarvi pubblicità più pertinente: ad esempio, evitando di mostrare pubblicità di fitness a gennaio a persone che non sono esattamente degli sportivi. Oppure potremmo farvi notare che arriverete in ritardo a un appuntamento in base alla vostra posizione geografica, alla vostra agenda e alle informazioni sul traffico. O ancora, assicurarci che il correttore ortografico vi dia suggerimenti accurati anche per i nomi dei vostri amici, visto che li avrete digitati già varie volte. Gli utenti hanno già troppe cose a cui pensare e il nostro desiderio è facilitargli la vita. (…)Che siate nuovi utenti di Google o esperti di lunga data, vi invitiamo a dedicare qualche minuto alla lettura delle nuove Norme sulla privacy e dei nuovi Termini del servizio, per comprendere i cambiamenti che stiamo apportando e familiarizzare con i controlli che vi offriamo”.

Riassumendo: Google cambia le regole sulla privacy riducendo a uno (invece che 60) i documenti sui dati personali legati ai suoi servizi; potete esportare i vostri dati con il “data liberation”; una volta eseguito il login, sarete tracciati come un solo utente attraverso tutti i servizi Google; i vostri dati saranno utilizzati per fornire “un’unica esperienza utente meravigliosamente semplice e intuitiva”; ma i vostri dati saranno usati anche per farvi arrivare pubblicità mirata in base a chi siete e cosa vi piace e, perfino, per correggervi se state sbagliando a scrivere il nome di un amico; Google non venderà né cederà i dati ad altri, tranne che in circostanze “quali richieste legali valide”. Noi abbiamo già detto la nostra, adesso a voi le deduzioni. (c.c.)

[Fonte: Google Italia]

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