Il bug di iMessage che vi fa spiare nella vita degli altri

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I nostri amici di Gizmodo USA hanno scoperto un preoccupante bug di Apple che permette di spiare nell'iPhone di chiunque altro. Il bug riguarda iMessage ed ecco come sono andate le cose.
Il figlio di un amico dei ragazzi di GizUsa aveva qualche problema con il suo iPhone 4S. La madre ha approfittato del fatto che era a scuola per portare lo smartphone in un Apple Store. Quando le hanno restituito il telefono, il dispositivo era perfetto, ma qualcosa l'aveva trasformato nel portale di accesso allo smartphone di un altro e, quindi, alla sua vita privata. Il telefono è stato resettato più volte, ma ogni messaggio di iMessage destinato a Wiz (questo il nome dell'altro utente iPhone), finiva sul telefono del ragazzino.
Il bug era già stato segnalato a dicembre, ma allora si pensava che gli spioni di iPhone avrebbero potuto impossessarsi dei dati di altri utenti. Invece, in questo caso è come se si fosse installata una cimice che nessuno ha chiesto, naturalmente, mentre la povera vittima continua ad usare iMessage come se niente fosse condividendo, di fatto, tutta la sua vita.

Provate a immaginare quanto di voi scrivete nei messaggi che inviate agli amici: confidenze, segreti, numeri di telefono, posizioni, intenzioni, simpatie, antipatie. Con qualche piccolo trucco, poi, è stato possibile andare oltre iMessage e dare un’occhiata al profili Facebook, alla posta e ad altro, scoprendo, infine, che Wiz lavora in un Apple Store. Il colmo dei colmi: un bug di Apple colpisce un dipendente di Apple, uno di quelli a cui affidi il telefono per risolvere i problemi. Per di più, uno dei dipendenti dell’Apple Store in cui il telefono del ragazzino era stato portato per essere riparato.

Questo potrebbe aiutare a dipanare il mistero: forse Wiz ha inserito la sua Sim nel telefono del cliente durante la procedura di riparazione legando, inconsapevolmente, i suoi messaggi a quel dispositivo. La teoria che iMessage sia strettamente legato alla Sim, invece che essere qualcosa cui si accede con un semplice login (alla Gmail, per intenderci), era già stata avanzata da Ars Technica un mese fa. Ed è probabile che Apple non sia a conoscenza del problema. O almeno non lo era fino ad ora. A questo punto, è il caso che ponga rimedio prima possibile. (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]

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