Tim Cook in visita a Foxconn e l’azienda promette più attenzione agli operai

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Nelle ore in cui arriva il rapporto realizzato dalla Fair Labour Association in 3 mila ore passate dentro gli stabilimenti Foxconn, Tim Cook sale su un aereo e va personalmente a visitare le fabbriche, quella di Chenzou, nello specifico, meno nota di quella di Shenzen, ma non per questo in condizioni migliori con i suoi 120.000 operai. Anzi.
A qualcosa, alla fine, sono serviti i tanti suicidi, i moltissimi infortuni, le esplosioni e, naturalmente, le denunce fatte dalla stampa internazionale sulle agghiaccianti condizioni di lavoro degli operai cinesi che hanno spinto l'opinione pubblica a farsi delle domande e a farle anche ad Apple.
Stando a quanto riportano alcune fonti, Foxconn avrebbe promesso di migliorare le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, ridurre le ore e aumentare le paghe. Il report di Fair Labour Project, infatti, parla di più di 50 violazioni riscontrate negli stabilimenti Foxconn. Significa che saranno assunti più operai, ma anche che produrre un iPhone o un iPad non avrà più lo stesso costo. E chi pagherà le spese? Apple e Foxconn saranno capaci di rinunciare ad una parte dei loro proventi per favorire, da una parte, i lavoratori e, dall'altra, i consumatori? E se decidessero di risparmiare nell'hardware?

Tim Cook si è recato Chenzou dopo una visita a Pechino dove ha incontrato il vice primo ministro Li Keqiang, potenziale successore dell’attuale premier. Li Keqiang gli ha assicurato che attueranno politiche più restrittive sulla proprietà intellettuale, ma ha anche detto che le multinazionali che arrivano dall’Occidente dovrebbero prestare più attenzione ai lavoratori cinesi e condividere le opportunità di sviluppo con la Cina. E, naturalmente, siamo d’accordo. Ma la cura dei diritti dei lavoratori non è (anche, per lo meno) responsabilità dello Stato?

[Fonte: Gizmodo USA]

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