Google-Iran e la questione del Golfo Persico

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Domenica l’agenzia France Presse (AFP) ha riportato alcune forti critiche dell’Iran nei confronti di Google. E non tanto per problemi di censura, ma per una questione toponomastica. L’argomento del contendere è il Golfo Persico, chiamato così dagli iraniani, mentre altri paesi arabi lo chiamano Golfo Arabico. Su Google Maps il vasto specchio d’acqua su cui si affacciano un sacco di terre ricche di petrolio appare senza alcun nome. 
Bahman Dorri un responsabile del Ministero della Cultura Islamica ha dichiaranto all’IRNA, l’agenzia ufficiale iraniana, che “Google è una fabbrica di bugie”.
La questione è di lunga data. Gli iraniani portano prove storiche a dimostrare l’appartenenza del territorio all’Iran, da qui la denominazione “Golfo Persico”, e avvalorano la tesi i documenti di Nazioni Unite e UNESCO su cui viene impiegato quel nome.
Riferendosi agli Stati Uniti Dorri ha concluso che “lo sforzo dell’arroganza globale e dei suoi alleati arabi per eliminare la denominazione del Golfo Persico porterà al risultato che il suo nome rimarrà ancora più duraturo”.
Un portavoce di Google ha dichiarato alla BBC che su Google Maps ci sono molte zone e regioni a cui non è stata assegnata una denominazione, ma non è stato in grado di dare degli esempi.

Precisiamo che su molti atlanti geografici è data la doppia indicazione.

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