Ancora guai per Samsung: abusi sui lavoratori e dipendenti minorenni negli stabilimenti cinesi

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Un altro report di China Labor Watch, l'osservatore cinese che sta indagando sulle fabbriche fornitrici di Samsung, denuncia che il lavoro minorile e lo sfruttamento non sono temi estranei alla produzione dell'azienda coreana.
Quattro mesi di indagine hanno scoperto "gravi abusi" in sei fabbriche di proprietà di Samsung e in due dei suoi fornitori. Un comunicato stampa svela i dettagli, comprese ore di lavoro non retribuite, straordinari forzati e eccessivi e abusi sia fisici che verbali.

Il report spiega come i lavoratori vengano costretti a turni di 12 ore, oltre ad essere soggetti a discriminazioni in base all’età, al genere e all’aspetto fisico. La cosa che forse imbarazza di più, però, è la scoperta di casi di lavoro minorile.

All’inizio della settimana, un’indagine svolta direttamente da Samsung aveva escluso la possibilità che ci fossero lavoratori minorenni nello stabilimento HEG Electronics di Huizhou, anche se aveva ammesso altri tipi di problemi, come gli straordinari forzati.

Queste ultime notizie, però, suggeriscono che i problemi vanno ben oltre un singolo stabilimento. Naturalmente, non è un problema solo di Samsung.: anche se alcune aziende sono di proprietà diretta di Samsung, le condizioni di lavoro peggiori sono state riscontrate nelle aziende dei fornitori. Lo conferma lo stesso osservatore cinese.

Per darvi un’idea di quello che significa esattamente, immaginate di stare 11 ore al giorno a costruire un guscio di cellulare ogni 5 secondi e di essere costretti a 150 ore di straordinario al mese durante i periodi di picco.
Samsung, per quello che vale, ha ammesso al Wall Street Journal di essere a conoscenza di qualche problema legato agli straordinari, ma China Labor Watch ha chiesto ufficialmente a Samsung di rivedere le sue pratiche dichiarando che “può e deve migliorare le condizioni di lavoro”. Quanto questo appello sarà efficace, rimane tutto da vedere.

[Fonte: Gizmodo USA]

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