Twitter per le calamità: la scelta del Giappone

Twitter in Giappone

Dopo l’esperienza dello tsunami e del terremoto a Fukushima, l’ente nazionale per la gestione delle emergenze del Giappone ha cominciato a valutare quale social network può sostituire le chiamate vocali in caso di disastri naturali.

Il rischio è che le linee per la rete telefonica, sia fissa che mobile, collassi in caso di calamità naturali di particolare violenza. Non necessariamente per guasti o danni alle infrastrutture: durante il terremoto di Fukushima a mandare in tilt il sistema sono state le telefonate private fatte per rassicurare amici e parenti.

Come sostuire la conversazione in tempo reale? Il social network che si è dimostrato più versatile ed efficiente nel momento del disastro è stato Twitter, dove molti si sono riversati per cercare notizie sulle persone scomparse o per rimanere in contatto con amici e parenti lontani. Da allora il numero di iscritti a Twitter in Giappone è raddoppiato, secondo un’analisi condotta dalla società IMJ.

A metà novembre ci sarà un incontro per cominciare a ragionare sui risvolti concreti dell’iniziativa. Intanto l’agenzia giapponese per la gestione dell’emergenze ha aperto il suo profilo ufficiale su Twitter.

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