Dalle spugne di mare la silice green: al brevetto uno studio del CNR

spugna silicea

Le spugne di mare sintetizzano biossido di silicio. E allora perchè non copiarle per trovare alternative eco-compatitibili utili ai processi industriali? Lo hanno fatto l’Istituto di nanoscienze del CNR di Lecce in collaborazione con l’Università di Mainz (Germania).

“La silice o biossido di silicio è un minerale abbondante in natura. È il componente principale di vetro e ceramica e della maggior parte delle fibre ottiche. Si usa nei processi di catalisi, nei dispositivi elettronici e in molte tecnologie mediche – spiega Dario Pisignano di Nano-Cnr che ha coordinato i ricercatori -. Diversi organismi sono in grado di sintetizzare la silice: molti tipi di spugne di mare, per esempio, lo fanno utilizzando una proteina, la silicateina”.

Il gruppo Nano-Cnr ha copiato in laboratorio il complesso meccanismo biologico. “Utilizzando una variante sintetica della silicateina abbiamo guidato la crescita di silice in geometrie controllate – continua Pisignano -. Le microfibre artificiali potrebbero essere integrate come guide ottiche per la luce in micro-dispositivi portatili, i cosiddetti lab-on-a-chip, dove è necessario trasportare segnali luminosi per distanze minime con estrema precisione. Stiamo anche lavorando su potenziali applicazioni della biosilice sintetica per realizzare strati elettricamente isolanti per l’elettronica”.

Già in fase di brevettazione, il metodo sviluppato dai ricercatori appare vantaggioso ed eco-sostenibile: i metodi convenzionali sono inquinanti ed energeticamente costosi, tutto l’opposto dei processi biologici.

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