Quanti pianeti per la vostra impronta ecologica?

Dovrebbe scendere e invece sale. È l'impronta ecologica degli abitanti del Mediterraneo: dal 1961 al 2008 è cresciuta del 52%, mentre, a causa dell’incremento demografico e di molteplici altri fattori, la biocapacità pro-capite è diminuita del 16%.

Nel 2008 ciascuno di noi ha utilizzato in media 3,1 ettari di terreno, con una disponibilità massima di 1,5 ettari (meglio sarebbe 1,3). Il rapporto sull’impronta ecologica nel Mediterraneo del Global Footprint Network penalizza notevolmente l’Italia, primo tra i Paesi del Mediterraneo per debito ecologico, vale a dire per il consumo di risorse ambientali rispetto alle capacità della natura di rigenerarle. A seguire, nella lista dei cattivi, spagnoli, francesi, turchi ed egiziani.

I parametri su cui si basa l’indicatore dell’impronta ecologica sono sei: aree coltivate a scopi alimentari; uso delle risorse forestali; aree costruite; aree di pesca; terreni e vegetazione per il pascolo; quantità di superficie forestale necessaria per compensare le emissioni prodotte di carbonio.

Fino al 2008, ultimo anno di cui si sono analizzati i dati, il Portogallo è stato l’unico Paese ad aver ridotto la propria impronta ecologica, con un taglio del 18%.

La crisi economica rimette in movimento gli scenari, ma una riduzione dei consumi non è sufficiente a invertire le tendenze.

Volete calcolare la vostra impronta ecologica personale? Il link è questo

 

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