L’hacking di Anonymous contro la Polizia di Stato

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Anonymous Italia, il gruppo di hacker-attivisti, dichiara di aver sottratto ai server della Polizia di Stato alcune migliaia di documenti riservati, in totale un Gigabyte di materiale suddiviso in circa 3500 file archiviati a partire dal 1998 a oggi.

I documenti comprendono verbali di manifestazioni, circolari interne, schedature di gruppi di destra e di sinistra, numeri di telefoni cellulari riservati, email, buste paga e anche immagini pornografiche.

Mentre è in corso la verifica da parte dei tecnici della Polizia sulla veridicità dell’attacco, la documentazione è stata resa pubblica sul sito di Anonymous Italia  e su altri siti come il network Paranoia assieme ad alcune richieste tra cui una richiesta di maggiore trasparenza da parte delle forze dell’ordine, l’introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano e una critica al comportamento repressivo rispetto ai movimenti No Tav e al controllo degli attivisti politici.

“Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali”, dice un post pubblicato sul blog di Anonymous Italia il 22 ottobre. “Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta”

Il gruppo di Anonymous era già stato protagonista di simili attacchi ai siti web del governo e del Vaticano.

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