Cosa fanno un migliaio di bambini etiopi con un tablet? Lo hackerano

Bambini in Etiopia hackerano un tablet mai visto prima

Bambini in Etiopia hackerano un tablet mai visto prima
Date un tablet a un migliaio di ragazzini etiopi, che non hanno mai visto in vita loro una parola stampata, né tanto meno hanno mai giocato con costosa tecnologia di consumo, e volete sapere che succede? Lo hackerano.
Il progetto One Laptop Per Child ha offerto per un po' di tempo tablet Motorola Xoom ai bambini nelle aree in via di sviluppo. Il fondatore di OLPC Nicholas Negroponte ha spiegato cosa è successo e l'impatto che questi tablet hanno avuto durante il suo intervento nell'ambito di una conferenza tenutasi al MIT.

“Abbiamo lasciato le scatole nel villaggio – ha raccontato Negroponte – Chiuse. Con il nastro adesivo. Senza istruzioni né esseri umani intorno. Ho pensato che i bambini avrebbero giocato con le scatole. Nel giro di quattro minuti, invece, un bimbo non solo aveva aperto le scatole, ma aveva trovato il pulsante di accensione. Non ne aveva mai visto uno prima di allora. L’ha acceso. In cinque giorni ogni bambini usava 47 app al giorno. In due settimane, cantavano le canzoni per imparare l’alfabeto (in inglese). E in cinque mesi hanno hackerato Android. Qualche idiota nella nostra organizzazione o nel Media Lab ha disabilitato la videocamera dei tablet. Loro hanno capito che c’era una fotocamera e hanno hackerato Android!”.

Davvero sensazionale: passare dal non aver mai visto una parola stampata (nei villaggi in questione non ci sono insegne per le strade, quotidiani, confezioni del cibo etc) ad hackerare Android dimostra quanto adattabile e curioso sia il cervello umano. Ma soprattutto dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno (e pare che purtroppo per alcuni ce ne sia ancora) che non esistono “razze inferiori” su questa Terra.

[Fonte: Gizmodo USA]

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