I nativi digitali italiani: il 91% dei ragazzi è sui social network

I nativi digitali italiani: il 91 per cento dei ragazzi è sui social network

I nativi digitali italiani: il 91 per cento dei ragazzi è sui social network
In Italia, i giovani tra i 18 e i 30 anni, i cosiddetti nativi digitali, quelli cresciuti (o addirittura nati) durante il boom dei social network e del web 2.0, sono il 14% della popolazione, la percentuale più bassa di tutta Europa. Di questi, il 91% è iscritto a un social network, il 55% è iscritto a un forum, il 34% segue uno o più blogger con continuità, il 17% ne ha uno proprio.
Sono i dati emersi dalla ricerca "Generazione 2.0 Made in Italy" presentata a Milano e condotta da Federico Capeci di Duepuntozero Reasearch (Gruppo Doxa) e promossa da Asseprim, l’Associazione nazionale dei servizi professionali per le imprese.

Secondo la ricerca, che ha esaminato un campione di 1.500 casi rappresentativi degli utenti di internet italiani suddivisi per fascia di età, sesso, area geografica, istruzione, utilizzo internet, la generazione 2.0 italiana risulta connessa, globale e interattiva attraverso video, foto e testi in blog, forum e social network. Un dato che non stupirà molti di voi che a questa categoria appartengono e vivono la cosa in amniera assolutamente naturale.

Tra i siti più frequentati compaiono, prevedibilmente, Youtube, Facebook e Wikipedia, che di fatto rappresentano l’intrattenimento, la socialità e l’informazione, spesso contemporaneamente.
I giovani 2.0, poi, consultano post e commenti nel web (65%), partecipano a concorsi a premi e consultano/acquistano in gruppi d’acquisto (63%), scrivono qualcosa di sé e dei propri pensieri (61%) e seguono i consigli in rete di persone che non conosce (59%).

L’esito della ricerca è che per relazionarsi con questo target enti, istituzioni, genitori e imprese devono comprendere e agire secondo lo S.T.I.L.E. 2.0: S come socialità, T come trasparenza, I come immediatezza,L come libertà, E come esperienza. Questi sono i parametri di base emersi dalla ricerca “Generazione 2.0 Made in Italy”.
“Non si può più prescindere dall’online e dal ‘mondo digitale’ con cui, per lavoro o intrattenimento, dobbiamo relazionarci tutti i giorni – ha dichiarato Umberto Ripamonti, Presidente di Assirm -. Anche le aziende stesse stanno sempre di più puntando su questo strumento per le iniziative di marketing e, secondo i dati Kantar, nel 2012 gli investimenti delle aziende in attività di Digital Marketing sono cresciuti del 3,3%“.

“La ricerca offre un interessante spaccato sociologico sulla riconfigurazione comportata dalle nuove tecnologie, ed in particolare da Internet, di esperienze, comportamenti, atteggiamenti e vissuti dei giovani Italiani oggi- ha osservato Guendalina Graffigna, Vice Direttore del Centro Studi Assirm -. Quello che l’autore definisce il nuovo ‘S.T.I.L.E’ della generazione 2.0, le cui ricadute sul piano delle strategie di comunicazione e marketing delle aziende, nonché degli approcci della ricerca di marketing, appaiono tutte ancora da esplorare e metabolizzare…una bella sfida, insomma, per la nostra community professionale”.

[Fonte: Assirm]

Tags :