Internet delle cose. Uno sguardo al futuro

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Hai appena acquistato un nuovo paio di jeans e loro cominciano a tweetare. Ti piacerebbe? Sembra uno scenario da futuro, ma è una realtà assolutamente possibile: basta che i jeans (o uno qualsiasi degli altri indumenti indossati) sia equipaggiato con un’etichetta RFID e la sua localizzazione può essere rivelata in rete, senza che noi possiamo saperlo, né, purtroppo, impedirlo.

Gli RFID – radio-frequency identification device – per chi ancora non lo sa, sono chip che mandano dati a un ricevitore attraverso le onde radio. Il ricevitore – a sua volta – può essere connesso al Web o ad altre reti.

Questa tecnologia è solo uno dei molteplici modi in cui gli oggetti possono entrare in comunicazione con il mondo online, un concetto soprannominato “Internet delle cose” e abbreviato talvolta in IoT, che sta prendendo piede tanto nei progetti dell’industria quanto nelle aspettative del mercato.

Il futuro lascia intravedere non solo computer, tablet, smartphone e televisori smart connessi al Web, ma anche automobili, case, mucche e pecore all’interno delle fattorie, vestiti, frullatori, allarmi.

Con il passaggio dall’IPv4 all’IPv6, che allargherà la capienza della rete a milioni di miliardi di indirizzi (3,4×10 elevato a potenza 38) saranno sempre più numerosi gli oggetti che entreranno nel Web.

Edifici intelligenti e auto intelligenti, ciascuno dotato del suo bravo indirizzo Ip, renderanno le città più smart. E piano piano il mondo seguirà. È solo questione di tempo, ma le città “smarter”, più smart delle smart, sono a pochi passi da noi.

L’interconnettività globale ci permetterò di tenere tutto sotto controllo, ovunque e in qualsiasi momento. “Immaginiamo un edificio intelligente dove un manager può sapere quante persone ci sono e in che stanze sono, per esempio, semplicemente consultando particolari tipi di luci sensibili al movimento – dice Constantine Valhouli del The Hammersmith Group, azienda-guru consultant in materia IT -. Può non piacere, ma riusciamo a immaginare il valore di una simile informazione se ci sono emergenze e vite da salvare?”.

Le preoccupazioni etiche sono all’ordine del giorno. Chi è titolato a governare lo sviluppo dell’Internet delle cose? La linea sottile che separa i benefici di una tecnologia smart che avanza dalle preoccupazioni per la privacy diventa ogni giorno più profonda e meno chiara.

“La sfida dell’IoT è probabilmente quella di crescere sia in scala sia in complessità, in un mondo dove 7 miliardi di esseri umani devono coesistere con 70 miliardi di macchine e probabilmente 70.000 miliardi di “oggetti smart”, molti dei quali profondamente collegati con i più intimi recessi della nostra personale esistenza” ha dichiarato Gerald Santucci, capo dell’unità sull’Internet delle cose all’Unione Europea.

Per approfondire la visione di cos’è Internet delle cose, la Commissione Europea ha un sito: http://www.theinternetofthings.eu/