Potrebbe la tecnologia distruggere la civiltà? A Cambridge si studiano le risposte

Terminator

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A Cambridge, aluni ricercatori stanno valutando se la tecnologia potrebbe distruggere la civiltà umana, in uno scenario tipo Terminator o Matrix.

Il Centre for the Study of Existential Risk (CSER, Centro per lo studio del rischio esistenziale) sta passando al vaglio i pericoli posti dalle biotecnologie, dalla vita artificiale, dalle nanotecnologie e dal cambiamento climatico.

Per quanto riguarda la vita artificiale, gli scienziati hanno dichiarato che respingere in toto le preoccupazioni di una possibile rivolta robot sarebbe “pericoloso”. Il timore che le macchine possano prendere il potere è un classico paradosso nelle trame dei film di fantascienza. Chi non ricorda Skynet, il sistema informatico “canaglia” di Terminator, che dopo aver acquisito consapevolezza di sé si è rivoltato contro i suoi stessi creatori? “Previsione ragionevole” dichiarano allo CSER.

Nonostante l’aspetto fantastico, i ricercatori ritengono che l’idea di macchine che superino in intelligenza i loro programmatori richiede un’attenzione più matura. “La gravità di questi rischi è difficile da valutare, si può cominciare a dire che è il momento di occuparsene, difficile dire invece se bisogna preocupparsi”.

Il progetto CSER è stato co-fondato a Cambridge dal professore di filosofia Huw Price, dalla professore di cosmologia e astrofisica Martin Rees e dal co-fondatore di Skype Jaan Tallinn. I lavori cominceranno il prossimo anno.

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