Ada Lovelace: il doodle di oggi

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Oggi Google dedica il suo doodle al 197esimo compleanno di Ada Lovelace. Lei è la prima programmatrice della storia e a questo deve la sua fama, ma non tutti sanno che fu anche figlia di Lord Byron, il poeta maledetto.

Proprio grazie alla poesia del padre fu indirizzata agli studi di matematica. In pillole, questa è la sua storia: Lord Byron sposò Anne Isabella Milbanke, un’ereditiera dedita a studi scientifici. L’unione, alquanto improbabile e costruita solo nella speranza di Byron di trovare una sistemazione duratura, naufragò presto. La madre portò via Augusta Ada di soli nove mesi, sotto l’ombra di fondatissimi sospetti per una relazione incestuosa tra Lord Byron e la sorellastra, di cui qualcuno disse fu portata sotto i riflettori per tacitare un’altrettanta fondata accusa di rapporti omosessuali.

Ada Lovelace crebbe con la madre, studiò e frequentò l’ambiente scientifico londinese e conobbe Charles Babbage, Charles Dickens e Michael Faraday.

Affascinata dalle idee di Babbage, si interessò al suo lavoro, studiò i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Fin da piccola considerata una bambina prodigio, Babbage fu colpito dall’intelligenza della Lovelace, al punto da chiamarla “L’incantatrice dei numeri”.

Su indicazione di Babbage, Ada Lovelace si occupò di tradurre e commentare alcuni articoli dell’ingegnere italiano Luigi Menabrea sugli sviluppi della macchina proposta da Babbage, con una struttura simile a quella della macchina di Turing, alla base dei moderni calcolatori, formata da un “magazzino” (memoria), un “mulino” (CPU), e un lettore di schede perforate (input).

Con Menabrea Ada instaurò una corrispondenza, in cui egli la spinse ad aggiungere le sue note alla traduzione. Ada scrisse un articolo, pubblicato nel 1843, per descrivere la macchina come uno strumento programmabile, prefigurando il concetto di intelligenza artificiale e aggiungendo nelle note il primo algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, che oggi viene riconosciuto come il primo programma informatico della storia.

 

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