Piccoli editori, risultati migliori

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Forse il libro è in crisi, ma le statistiche riservano sempre qualche sorpresa. I piccoli editori, in un mercato di vendite che rallenta, tengono le posizioni meglio dei grandi.

Lo dice una ricerca Nielsen: in un paese che soffre e riduce i consumi, il mercato del libro è sceso del 7,5%. Un po’ di meno la discesa dei piccoli editori: -7,1%

La Fiera Più libri più liberi, da poco conclusa ha Roma, ha fotografato il mercato del libro sino a fine ottobre e, nello specifico, quello della piccola editoria.

Già verso la fine dell’anno gli andamenti delle vendite sono cresciuti, ora gli editori sperano nell’effetto Natale.

Cresce il peso del settore ragazzi e della fiction, anche se sempre con il segno resta meno: il segmento bambini e ragazzi e la fiction sono quelli che registrano le migliori performance: -6,1% a valore per l’editoria per i più piccoli, -2,7% per la fiction.

Perdono parecchi punti invece tutti gli altri generi: dalla non fiction pratica (-10,6%, vi rientrano libri per il tempo libero, libri di cucina, famiglia e benessere) alla non fiction specialistica (-10,7%, vi rientrano testi di management, giurisprudenza, business, economia, computer e IT) fino alla non fiction generale (-14,1%, in cui rientrano testi d’arte, religione, attualità, storia).

Dentro al fenomeno fiction: perde solo lo 0,8% quella straniera, -6,1% quella italiana.

Sono i tascabili (il paperback) a risentire di più in questo momento: perde il 9,8% il paperback mentre cresce del 2,0% l’hardcover. Un’altra curiosità: i primi dieci titoli italiani valgono oggi il 3,8% del mercato complessivo.

“Questo è un momento di grande sofferenza per il Paese – ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo -. E’ naturale che anche il libro ne risenta in un momento così particolare. Confidiamo ora che il Natale porti una boccata d’ossigeno a grandi e piccoli e faccia riscoprire a tutti il valore di regalare un libro”.

 

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