Pagare per leggere i post di un blogger? C’è chi lo fa

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Un blogger fa pagare i suoi post: sembra una storia destinata a finire miseramente, invece è boom di abbonamenti. Lui, il blogger, non è uno qualunque: si chiama Andrew Sullivan ed è una penna d’oro, con una carriera giornalistica (e umana) alle spalle, tale da far impallidire firme ben più note.

Cinquantenne anticonformista, lucido e carismatico, nato in Inghilterra ma cittadino statunitense, omosessuale, cattolico, sieropositivo, è famoso per le sue posizioni politiche appassionate ma soprattutto mutevoli, che nel corso degli anni lo hanno portato a sostenere prima Bush padre e poi Bush figlio, passando atraverso la fedeltà a Clinton e Obama. Nel 2003 si schierò a favore dell’intervento armato in Iraq, per passare all’opposizione più ferrea dopo la pubblicazione delle foto del carcere di Abu Ghraib. Il suo blog, dal primo febbraio visitabile sul sito www.andrewsullivan.com, è senza pubblicità e rimarrà in parte liberamente leggibile. Ma chi desidera approfittare della intera produzione (13.000 articoli all’anno, sette persone che lavorano in team, un milione di lettori) dovrà pagare un abbonamento, poco meno di 20 dollari. Abbonamento che non ha scoraggiato i follower, contro molte previsioni: nel primo giorno della campagna abbonamenti, Sullivan ha raccolto 333.000 dollari, l’equivalente di dodicimila lettori disposti a pagare per seguire i suoi post.

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