MIT: un’indagine interna svelerà responsabilità nella morte di Swartz

il MIT

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Come abbiamo già detto in un post precedente, è convinzione diffusa, non senza fondamento, che una delle cause del suicidio del giovane Aaron Swartz si debba ricercare nel processo che contro di lui aveva imbastito il MIT con accuse che, se confermate, avrebbero potuto comportare fino a 1 milione di dollari di sanzione e fino a 35 anni di carcere.

Questo anche se il JSTOR, dal cui database Aaron aveva scaricato 4 milioni di articoli accademici da condividere sulle reti per il P2P, aveva fatto un passo indietro.
Dopo le accuse di istigazione al suicidio fatte al MIT dalla famgilia, dagli amici di Swartz e dalla comunità informatica, il prestigioso istituto ha deciso di aprire un’indagine interna.
In un comunicato diffuso per email, il presidente del MIT L. Rafael Reif ha chiarito che Swartz non aveva a che fare in alcun modo con la comunità del MIT, ma che piange comunque la scomparsa “di un giovane uomo di talento ben conosciuto e ammirato da molti nella comunità del MIT” elogiando, forse con un po’ di ritardo, “la brillante creatività e l’idealismo” di Swartz.

Riguardo all’indagine, Reif scrive: “Ho chiesto al professor Hal Abelson di condurre un’analisi del coinvolgimento del MIT dal momento in cui abbiamo notato un’attività insolita nella nostra rete nell’autunno del 2010 ad oggi. Ho chiesto che quest’analisi descriva le opzioni che il MIT aveva e le decisioni che ha preso, per poter capire e apprendere dall’azioni intraprese dal MIT. Condividerà il reporta con la comunità del MIT quando lo riceverò”.

Se il MIT finirà per giustificare le sue azioni contro Aaron o se ammorbidirà le sue posizioni data la tragica scomparsa del ragazzo, è tutta da vedere. E se il MIT non fosse l’istituto prestigioso che è, ci sarebbe da farsi venire qualche dubbio su quale possa essere il risultato di un’indagine dell’accusato che indaga su se stesso. Un’indagine interna, però, è comunque una buona idea, quantomeno un segnale difronte alle pesanti accuse ricevute.

[Fonte: Gizmodo USA]

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