Tifone, il robot italiano che fa l’archeologo sotto il mare

Thesaurus-tifoni

Va a caccia di relitti e tesori, scova i forzieri nelle navi affondate, scruta i fondali marini. Tifone è un robot-siluro progettato e costruito dai ricercatori dai Dipartimenti di Ingegneria Industriale e di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Firenze dell’Università di Firenze nell’ambito di un progetto chiamato Thesaurus che prevede la realizzazione di piccoli sottomarini per scandagliare i fondali marini.

Tifone è il primo nato tra i robot specializzati in archeologia subacquea. Oggi ha ricevuto il battesimo dell’acqua nel bacino di Roffia, a San Miniato, in provincia di Pisa: le prove generali servono per verificare il corretto funzionamento prima di lasciarlo libero in mare: non solo per quanto riguarda la velocità, la capacità di prendere la giusta direzione e mantenere la corretta inclinazione, ma anche per la capacità di comunicare via radio in superficie e con segnali acustici una volta sott’acqua.

Tifone è lungo più o meno come un’automobile, pesa 170 chilogrammi e può scendere fino a 300 metri di profondità. È alimentato a batteria e può muoversi in autonomia per 8 ore consecutive. Ha una missione: rilevare, documentare, censire e monitorare i siti sottomarini, i relitti o altri tipi di reperti che si trovano in fondo al mare.

”Tifone fornira’ uno straordinario supporto alla ricerca, monitoraggio e tutela del patrimonio archeologico – spiega Benedetto Allotta, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’ Università di Firenze – il robot è in grado di visualizzare con un sonar e con due telecamere la superficie del fondale, di scansionarla in 3D e di renderla fruibile analogamente alle registrazioni di Google Maps e Street View. I modelli tridimensionali dei siti e dei reperti potranno essere utilizzati per una simulazione o una visita virtuale.

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