Arriva la musica sociale: Spotify sbarca Italia

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Arriva in Italia Spotify, il servizio di streaming musicale che permette di accedere a una libreria con circa 20 milioni di brani, di creare le proprie playlist e soprattutto di condividerle con gli amici.

Spotify viene dalla Svezia e può essere scaricato e installato su qualsiasi dispositivo: computer, tablet o smartphone. Gli utenti italiani hanno dovuto aspettare un po’, ma alla fine sono nelle stesse condizioni degli altri paesi del mondo.

Il sistema ha una versione gratuita (Spotify Free) dalla quale si accede liberamente all’intero catalogo in streaming, ovviamente con l’aggiunta di banner e pubblicità (al massimo 3 minuti di pubblicità audio per ogni ora di ascolto). I primi sei mesi di utilizzo gratuito sono relativamente buoni, dopodiché, per spingere verso gli abbonamenti, dopo 6 mesi il tempo di fruizione viene limitato a 10 ore al mese.

Chi preferisce pagare ha due possibilità: senza limiti temporali e messaggi promozionali a 4,99 euro oppure senza spot e limiti e in più con la possibilità di ascoltare le playlist anche offline dopo averle scaricate sul dispositivo di turno, a 9,99 euro.

Ogni utente può creare le sue playlist o scoprire nuova musica attraverso canali radio e playlist preesistenti. Perché il bello di Spotify sta proprio nella condivisione: la componente social è molto spiccata e si possono condividere le proprie playlist tramite Facebook, Twitter, via mail e sul proprio blog. Ovviamente funziona il meccanismo di amici e vicini, per cui se troviamo utenti con gusti affini, lo possiamo taggare e seguire per scoprire i suoi consigli musicali.

Il tutto, ovviamente, è legale. Spotify guadagna dagli abbonamenti e dalle pubblicità, ma dà qualcosa anche ai musicisti: un compenso proporzionale al numero di ascolti delle loro canzoni (anche se c’è chi si lamenta per l’esiguità del compenso).

L’occasione per il lancio di Spotify è il Festival di Sanremo: alcuni brani saranno affidati al nuovo sistema in esclusiva.

 

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