Italia: Wi-Fi libero in bar, ristoranti ed esercizi pubblici

Il Garante della Privacy ha dato semaforo verde per il Wi-Fi libero e gratuito per bar, pizzerie e locali pubblici dotati di connessione wireless, che ora potranno non chiedere più ai propri clienti i dati personali per accedere a Internet. E’ un altro passo verso l’eliminazione di una norma restrittiva e vetusta, tipicamente italiana.

La Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – ha ufficializzato la decisione del Garante, confermando che “gli esercenti pubblici possono mettere liberamente a disposizione degli utenti la connessione wi-fi ed eventualmente PC e terminali di qualsiasi tipo”.

Finora i gestori di pubblici esercizi avevano l’obbligo – richiesto dal provider – di registrare i dati degli utenti wi-fi. Potevano inoltre essere ritenuti corresponsabili dei siti visitati dai clienti stessi. Nel corso degli anni sono stati fatti svariati tentativi di alleggerire il carico di responsabilità per i gestori, l’ultimo nel 2011.

Il Garante ha chiarito che “questo caso rientra fra quelli in cui non può essere effettuato il trattamento dei dati personali senza necessità del consenso del soggetto interessato, in base all’art. 24 del codice”. Dunque i gestori potranno azzerare gli strumenti di monitoraggio, ma, se preferiscomo continuare a utilizzarli saranno “tenuti a rendere informati i propri avventori dell’utilizzo che viene fatto dei dati monitorati, attraverso la sottoscrizione da parte loro del consenso al trattamento degli stessi, di cui all’art. 13 del codice”.

Dunque: l’esercente ha la possibilità di continuare a chiedere nome, cognome e altri identificativi, ma deve informare il cliente dei motivi e deve sottostare alle regole per il trattamento dei dati. Un forte disincentivo.

Che sia la volta buona  – per bar, ristoranti, discoteche e stabilimenti balneari – di entrare nell’era mobile senza troppa complessità?

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