Ambient Intelligence: al CNR si studia il maggiordomo digitale

ambient intelligence

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Avviare lavastoviglie e lavabiancheria, spolverare e stirare. Siamo nel XXI secolo e tuttavia i lavori di casa rimangono una inesorabile condanna, nonostante le promesse di smart objects sempre più raffinati che dovrebbero dialogare tra loro e rivoluzionare i lavori domestici. La risposta potrebbe arrivare da una nuova branca di studi chiamata Ambiente Intelligence.

La domotica sta compiendo grandi passi, soprattutto in fatto di sicurezza, prevenzione e comfort. I ricercatori del laboratorio di domotica dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione (Isti) del Cnr di Pisa hanno messo a punto un software che agevolerà notevolmente la vita in casa, imparando le abitudini di chi ci abita e anticipandone i bisogni.

“Il sistema sviluppato, servendosi di tecniche di intelligenza artificiale, è in grado di attivare automaticamente le azioni individuate come ripetitive, quali spegnere la luce nel momento che viene accesa la tv, inserire il sistema di allarme solo dopo che sono state spente sia la televisione sia le luci dell’abitazione, diminuire in modo automatico il volume del piccolo schermo se c’è una telefonata in arrivo”, spiega Vittorio Miori dell’Isti-Cnr. “Allo stesso modo, il software potrà prevenire eventuali emergenze di salute, riconoscendo in modo personalizzato cambiamenti nelle attività di routine, rilevando le anomalie protratte, ad esempio i colpi di tosse o l’uso del bagno, ed eventualmente lanciando l’allarme. Innovazioni che stanno trovando applicazione nell’assistenza ad anziani, malati e disabili”.

L’Ambient intelligence non si limiterà ad arginare i pericoli in casa, creerà anche un ambiente confortevole e rilassante. “Guarderemo in tv le foto presenti nel telefono cellulare solo avvicinando quest’ultimo al televisore. Illuminazione, climatizzazione e musica si adatteranno in modo automatico al nostro stato psico-fisico, senza necessità di digitare numeri o schiacciare pulsanti, mediante quadri che cambieranno il loro contenuto a seconda dell’umore delle persone o pareti che muteranno colore in base al nostro livello di ansia”, aggiunge il ricercatore. “Il software registrerà infatti emozioni e stress, rilevando le espressioni facciali e la postura o i parametri fisiologici, come velocità del respiro, battito cardiaco e temperatura corporea. A tale scopo potranno essere impiegati dispositivi indossabili e braccialetti muniti di appositi sensori, sistemi di eye-tracking e webcam”.

Anche le modalità per compiere i grandi acquisti potrebbero cambiare completamente. “Così come oggi si pagano in base al consumo gas, elettricità o telefono, domani, con l’avvento dell’Ambient intelligence, potremo pagare gli arredi o gli elettrodomestici per quanto li usiamo”, prosegue Miori, “la lavatrice potrebbe contare i lavaggi effettuati e addirittura il divano, equipaggiato con particolari sensori, potrebbe contare quante persone vi si siedono, il loro peso e quanto tempo rimangono sedute”.

Insomma, non proprio il robot che stende la biancheria “ma alcuni servizi saranno simili a quelli che potrebbe eseguire un assistente umano non influenzato da stati fisici o emozionali e dal luogo di svolgimento, una sorta di maggiordomo ‘smart'”, conclude Miori.

[fonte: CNR]

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