E se per le stampanti 3D usassimo le bottiglie del bagnoschiuma?

la tampante 3D che usa le bottiglie di plastica

la tampante 3D che usa le bottiglie di plastica
La stampa 3D attira sempre la nostra attenzione perché, ammettetelo, tutti ne vorremmo una casa per realizzare le cose più impensate. Il punto, però, è che sono anocra così care. E non solo le stampanti,ma anche la plastica che si usa.
E se invece di dovers pendere 30 euro a rocchetto di plastica si potessero usare le boccette dello shampoo e del succo di frutta? Non sarebbe un motivo in più per volerne una?

I ricercatori della Michigan Technological University hanno creato un dispositivo chiamato Filabot, che trasforma la plastica riciclabile di casa in filamento utilizzabile dalle stampanti 3D. In sostanza, la macchina prende un pezzo di plastica di 10cm e lo tagliuzza, prima di fonderlo e rilasciare il filamento tramite ugelli intercambiabili.

Filabot funziona con termoplastiche quali HDPE, LDPE (ovvero polietilene a bassa e lata densità, come i sacchetti diplastica tradizinale, i tappi delle bottiglie, i flaconi usati nella cosmesi etc),ABS e il NYLON. Il PVC al momento resta fuori per via di grossi rischi di tossicità. Il gruppo calcola che, per produrre il filamento, Filabot può usare un decimo dell’energia necessaria per riciclare bottiglie vuote. Il primo modello è già in produzione.

Il Filabot disassemblato è stato venduto su Kickstarter per 350 dollari, quindi probabilmente il range di prezzo sarà quello.

[Fonte: Gizmodo USA]

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