L’UE contro Google: violata la privacy

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I Garanti della Privacy di Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Gemania e Spagna hanno aperto un’istruttoria nei confronti di Google: l’accusa è quella di utilizzare in maniera illecita i dati personali degli utenti. L’anno scorso Google ha modificato la sua politica sulla privacy raggruppando oltre 50 documenti in un unico testo.

Secondo quanto comunicato dal garante della Privacy italiano, dopo aver analizzato la politica sulla privacy di Google, il Gruppo che riunisce le Autorità per la privacy dei 27 paesi dell’UE ha riscontrato una serie di infrazioni legate in particolar modo alla possibilità da parte di Mountain View di incrociare i dati degli utenti.

La normativa che, secondo le Authority dei 6 paesi UE, potrebbe essere stata violata da Google è la Direttiva 95/46/CE che tutela i dati personali dei cittadini dell’Unione, in particolar modo, come si legge nel comunicato del garante per la Privacy, “la conformità dei trattamenti effettuati dalla società di mountain View ai principi di petinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati nonché agli obblighi l’informativa agli utenti e l’acquisizione del loro consenso“.

Questa norma di cui Google deve rispettare i requisiti stabilisce all’Articolo 6 che i dati personali devono essere “rilevati per finalità determinate, esplicite e legittime, e successivamente tratttai in modo non incompatibile con tali finalità” e che”il trattamento successivo dei dati per scopi storici, statistici e scientifici non è ritenuto incompatibile purchè gli Stati membri forniscano garanzie adeguate“.

All’articolo 7, inoltre, si specifica che i dati personali possono essere trattati solo quando “la persona interessata ha manifestato il proprio consenso in maniera inequivocabile” oppure tale trattamento è necessario per obblighi legali, per l’esecuzione del contratto, per “la salvaguardia dell’interesse vitale della persona interessata”, per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico, per il perseguimento dell’interesse legittimo del responsabile del trattamento purchè non vengano lese le libertà fondamentali di quella persona.

Google respinge al mittente tutte le accuse e, come riporta Il Sole24Ore, afferma: “La nostra normativa sulla privacy rispetta la legge europea e ci permette di creare servizi più semplici e più efficaci….”

[Francesca Delaurenti]

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