Social market, succede a Torino

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In un periodo di bisogni reciproci, il capoluogo piemontese ultimamente si dimostra un passo avanti. In pratica cibo e prodotti di prima necessità in cambio di qualche ora di volontariato. La spesa al social market, si fa dal pc. Cibo in primis – pasta, riso, olio, biscotti, caffè, tonno, fagioli – ma anche detersivi e saponi. Unico marchio e un commesso che prende nota e provvede a organizzare la spesa. Il conto è virtuale o minimo.

Una risposta molto semplice per aiutare le persone in difficoltà. L’iniziativa è stata ideata dall’Associazione Terza Settimana ed è sostenuta dall’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo. A svolgere il lavoro sono i volontari. I clienti? Sono persone realmente povere e in difficoltà segnalate dalla Caritas nel caso di situazioni più gravi. A chi ha un reddito minimo, invece, l’Ufficio Pio garantisce il 50% di copertura del costo della spesa mentre la restante parte deve metterla il cliente.

Le merci arrivano dagli stessi magazzini che forniscono i supermercati solo che in questo caso non c’è ricarico. Qui un succo costa 12 centesimi e un pacco di biscotti 43 centesimi. Prezzi bassi, quindi. E dopo aver fatto la spesa si può dire “grazie” offrendo quattro ore di volontariato al mese.

Maggiori info LaStampa.it

[Francesca Delaurenti]

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