Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

Giornata mondiale del libro

Giornata mondiale del libro

Il 23 aprile di ogni anno viene celebrata la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore. Questa giornata, che vede la lettura come aspetto fondamentale della crescita culturale e sociale di una civiltà, è ricordata anche come Giornata del libro e delle rose. La Giornata mondiale del libro fu istituita nel 1996 e fu decisa durante una sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO che si tenne a Parigi il 15 novembre del 1995.

Questa data è stata scelta perché il 23 aprile del 1616 sono morti tre scrittori il cui contributo alla cultura mondiale è stato molto importante: lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616), lo scrittore inglese William Shakespeare (1564-1616) e lo scrittore peruviano Inca Garcilaso de la Vega (1539-1616). l suo secondo nome: Giornata del libro e delle rose deriva da una tradizione catalana che si compie ogni 23 aprile e durante la quale gli uomini regalano una rosa alle donne, e in cui queste ultime ricambiano con un libro. Fu istituita da Alfonso XIII come giornata del libro in lingua spagnola nel 1926, grazie all’impulso che l’editore catalano Vincent Clavel Andrés diede a questa celebrazione, che avrebbe dovuto valorizzare la cultura spagnola in tutti gli strati sociali.

La Giornata mondiale del libro ha lo scopo sia di promulgare la lettura e difendere il diritto dautore, sia  di valorizzare la più ampia diffusione possibile del libro in tutte le sue forme, quindi anche l’ebook, che secondo i propositi dellUNESCO, deve essere accessibile a tutti; per questo motivo molte attività per celebrare la Giornata del libro vengono svolte in biblioteche e consessi aperti al pubblico.

Quest’anno la Capitale Mondiale del Libro è Bangkok: la scelta è caduta sulla capitale della Thailandia per via del programma messo in atto per sviluppare la lettura tra i giovani e i settori meno fortunati della popolazione.

Vi auguriamo una serena Giornata del Libro (e del diritto d’autore, non lo dimentichiamo) e prendiamo in prestito alcune parole di Erri De Luca che riteniamo adatte all’occasione:

Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via. Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, né che sia un classico: se non sono anch’io un pezzo dell’idiota di Dostoevskij, la mia lettura è vana. Perché il libro, anche il sacro, appartiene a chi lo legge e non per il diritto ottenuto con l’acquisto. Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui…

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