Kalq, la tastiera touchscreen che ci fa scrivere con i pollici

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Tutti i tablet soffrono di un  problema comune, ovvero la tastiera virtuale, quella che compare a schermo una volta selezionato un campo di inserimento testuale. Sebbene i dizionari T9 e le predizioni siano abbastanza accurate, c’è chi ha sentito il bisogno di rivoluzionare la situazione. Un progetto sviluppato nei laboratori dell’università di St.Andrews in Scozia a prodotto un’ottima alternativa: una nuova tastiera – battezzata Kalq e pensata per i touchscreen – che stravolge quella disposizione alfabetica cara a generazioni di scrittori, giornalisti e dattilografi, tanto nel regno analogico delle macchine da scrivere quanto in quello digitale dei computer.

Essa rompe qualsiasi schema rispetto alle classiche QWERTY o con layout separato. In Kalq le lettere sono divise in due blocchi che appaiono ai lati dello schermo. Sulla destra si trovano le vocali e qualche consonante, sulla sinistra il resto delle consonanti (con possibilità di inversione per i mancini). Le lettere sono posizionate in modo da essere tamburellate solo da due dita: i pollici. Paradossalmente, proprio quelle che lavorano meno sulle tastiere classiche, spesso limitandosi a colpire la barra dello spazio. Molto simile è invece l’origine del nome: Qwerty deriva dalle prime cinque lettere in alto a sinistra, Kalq dalle ultime quattro in basso a destra.

Le caratteristiche di questa nuova promessa della digitazione virtuale veloce e semplice sono le seguenti:

  • La divisione del lavoro è piuttosto equilibrata, circa il 54% ed il 46% rispettivamente per il pollice destro e quello sinistro
  • L’alternarsi è rapido: circa il 65% dei tap comporta il cambio delle dita durante la digitazione (da pollice sinistro al destro e così via)
  • Le distanze percorse dai pollici sono brevissime: in media il sinistro percorre 86 px, il destro 117.
  • La barra spaziatrice è centrata.
  • Il pollice destro può raggiungere tutte le vocali, ad eccezione della Y. Il raggruppamento delle vocali vicino alla barra spaziatrice favorisce cambi rapidi e minimizza gli spostamenti delle dita. Il pollice destro esegue il 64% dei tap sullo stesso lato, il sinistro il 34%.
  • Il  pollice sinistro ha la maggior parte delle consonanti, sfruttando la possibilità di muoversi sul pulsante successivo in modo più rapido. . Ha il maggior numero delle prime lettere di ogni parola e di consonanti.

Per quanto riguarda la digitazione, è evidente che questa tastiera è stata pensata per i pollici, quindi per la scrittura virtuale con sole due dita. La disposizione dei tasti è stata elaborata dopo attente analisi, ovviamente, e con quella proposta da questa tastiera gli studiosi assicurano una velocità di scrittura pari a 37 parole al minuto dopo solo 13h di esercitazione (se non siete scaramantici, altrimenti allungate il tempo o imparate in fretta).

La ricerca è stata condotta dal Max Planck institute for Informatics e dall’Università del Montana, e dalla Università di St. Andrews. I risultati sembrano davvero promettenti e, forse, per porterla provare si dovrà aspettare ancora poco.

[Francesca Delaurenti]

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