Me.We la citycar anti-crisi e anti-eccessi

mewe

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Perfetta per ognuno di noi (Me) ma adatta a tutti (We), arriva il prototipo realizzato dal Toyota European Design & Development con il famoso designer Jean-Marie Massaud. Si chiama appunto Me.We e nel nome c’è la filosofia di questa citycar ultraleggera (750 kg in tutto) e resistente, con motori elettrici sulle 4 ruote.

Sembra una macchinina fatta con il Lego, per gioco, invece è realizzata con estrema serietà e approfondita tecnologia. Me.We ha struttura tubolare in alluminio con pannelli intercambiabili (portiere, cofano, paraurti) come la scocca in propilene espanso, che è un polimero ultraleggero, ultraresistente e soprattutto totalmente riciclabile. Ogni pannello si può personalizzare e la citycar può trasformarsi in pick-up, perfino in convertibile (si abbassa anche il parabrezza, come nelle prime Jeep e nell’incredibile Citroen Mehari).

I motori elettrici integrati all’interno delle ruote, proprio come avviene per la Toyota i-Road, e le cui batterie sono inserite sotto il pianale, come per la Toyota iQ EV, consentono di ottenere trazione sulle 2 o sulle 4 ruote. Gli interni sono minimalisti, con lo spazio interamente a disposizione dei 5 passeggeri. Il bambù utilizzato per il pianale e per le superfici orizzontali è stato scelto per le qualità estetiche e per il suo carattere rinnovabile. La manutenzione quotidiana della Me.We è limitatissima, si ispira al mondo della nautica, tutto è studiato per ridurre il consumo energetico in termini di Co2 e di altri agenti inquinanti.

I bagagli possono essere sistemati anche sul tetto, protetti da una copertura in neoprene che viene ripiegata nella porzione anteriore del tetto e può essere aperta quando necessario. Inoltre il vano bagagli posteriore può essere esteso e trasformato in una piattaforma simile a quella dei pick-up. Il divanetto posteriore è montato su guide e può essere ripiegato sotto i sedili anteriori o rimosso, utilizzato ad esempio per un pic-nic sul prato (e qui come non ricordare gli interni modulari e asportabili della prima Panda ideata da Giugiaro? Le idee geniali tornano…). L’attenzione al design e alla semplicità è evidente perfino nella strumentazione di bordo, limitata a un singolo display sopra lo sterzo che concentra informazioni relative a velocità, carica della batteria, viaggio e istruzioni di navigazione, inviate dallo smartphone montato sotto al display.

[Francesca Delaurenti]

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