Pistola realizzata con stampante 3D spara il primo colpo

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Si chiama “The Liberator”, è una pistola, ed è stata appena testata. La notizia in sé non sembra di particolare interesse, se non fosse per un particolare: la Liberator è stata realizzata con una stampante 3-D.

Il progetto è opera della Defense Distribuited, un’azienda no-profit texana e dopo otto mesi di studi, nuovi test dimostrano che funziona come una normale arma convenzionale.L’arma è composta di 16 parti, 15 delle quali in plastica e realizzati con una stampante Stratasys 3D. Il sedicesimo, un normale chiodo acquistabile in qualsiasi negozio di ferramenta, è stato utilizzato come percussore. A capo dell’organizzazione c’è Cody Wilson, 25enne studente di legge del Texas che si definisce un “Cripto-anarchico” . Ed è stato lo stesso Wilson a sparare il primo colpo della Liberator, un proiettile calibro 380, nel corso del test condotto nelle praterie texane. Test che, apparentemente, è stato positivo, eccezion fatta per una spaccatura della spilla utilizzata per fissare la canna.

Tutto questo è accaduto in un periodo nel quale la libera circolazione delle armi da fuoco è un argomento particolarmente sensibile negli USA, ma Wilson non sembra però preoccuparsi più di tanto delle implicazioni della sua invenzione: «Mi rendo conto che questo nostro oggetto potrebbe fare male a qualcuno. Del resto si tratta di una pistola, ma io non penso che questa sia una ragione sufficiente per non crearla. Penso che la libertà, alla fine – osserva Wilson – sia l’interesse superiore».

Difficile stabilire a quale tipo di libertà si riferisca Wilson, ma quel che è certo è che vuole condividere la sua creazione col mondo: lo studente ha infatti reso disponibile per il download il progetto della Liberator sul sito dell’organizzazione.

Intanto un congressista democratico dello stato di New York, Steve Israel, ha già chiesto il divieto di queste armi stampate in 3D. «Ogni tipo di controllo preventivo sui possessori, ogni regola diventa inutile se qualsiasi delinquente può “stamparsi” in casa la sua pistola», avverte Israel spiegando il senso della sua proposta di messa al bando.

[Francesca Delaurenti]

 

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