Il Grande Fratello controllerà i nostri elettrodomestici

elettrodomestici

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In un domani non troppo lontano, gli elettrodomestici potrebbero essere controllati a distanza e, in casi di necessità, spenti da remoto, anche contro la nostra volontà. Lasciandoci all’improvviso con il freezer e la lavatrice fuori uso e la carne ancora da scongelare nel microonde.

E’  una delle possibili conseguenze della proposta attualmente all’esame della Commissione Europea per bilanciare l’approvvigionamento della rete ed evitare blackout. Senza però che il sistema individuato da operatori e regolatori di rete porti alcun beneficio ai consumatori. Il nuovo sistema di regole – il Demand Connection Code – è stato portato in sede europea dall’Acer, l’Agenzia Europea per la Cooperazione tra i Regolatori Energetici, che ha raccolto la proposta dell’ ETSO-E, associazione che rappresenta 41 operatori di rete in Europa. L’obiettivo era quello di migliorare l’efficienza energetica delle reti europee, mantenendo costante il rapporto tra domanda e offerta per sovraccarichi e crisi improvvise nella fornitura. Ma è la stessa Acer a sollevare le prime perplessità riguardo la tutela dei consumatori.

La proposta prevede l’installazione negli elettrodomestici di un dispositivo elettronico in grado di misurare automaticamente il consumo di energia. E nel caso questo consumo superi una certa soglia stabilita, arriverebbe sempre in automatico l’input a spegnere l’apparecchio così da evitare sovraccarichi nella fornitura. In qualsiasi momento e con apparecchio in funzione o meno. Il punto è che al disagio per l’utente non corrisponde alcun beneficio, come potrebbe essere per esempio un minor costo dell’energia, uno sconto in bolletta, insomma, per compensare il fastidio. Non solo. Se la proposta dovesse passare, tutti gli apparecchi di nuova produzione dovranno essere dotati di questa nuova tecnologia, che ovviamente avrà dei costi per il produttore e, quindi, per il consumatore. Anche la privacy è coinvolta, visto che gli operatori di rete avranno la facoltà di “monitorare” i consumatori, analizzando nello specifico il consumo del singolo prodotto e intervenendo nel suo utilizzo, mentre gli utenti avranno l’obbligo di fornire una serie di informazioni dettagliate relative all’acquisto di un nuovo apparecchio, alla sua ubicazione, e al disuso. Ancora tutte da discutere anche le modalità di trattazione dei dati trasmessi dall’apparecchio via internet direttamente all’operatore: come tutelare la privacy del cliente e che si troverà a pagare una tecnologia che avvantaggia solo gli operatori.

Il sistema ovviamente non risolve alla radice il problema dell’efficienza energetica visto che non incide né sulla fornitura né sul consumo ma interviene solo su quest’ultimo per evitare situazioni di crisi. E in ogni caso mostrerà i suoi effetti tra molti anni, visto che non c’è un termine per la sostituzione dei vecchi apparecchi con i nuovi. I dubbi, insomma, sono tanti, e la Commissione Europea dovrà affrontarli.

[Francesca Delaurenti]

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