Record di Co2 in atmosfera

Co2

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Per la prima volta nella storia dell’uomo, la concentrazione di gas serra in atmosfera sta per superare le 400 parti per milione (ppm) in gran parte dell’emisfero settentrionale. Un livello così alto non si vedeva da oltre 2,5 milioni di anni secondo i ricercatori dello Scripps Institution of Oceanography di San Diego.


La notizia del prossimo record che verrà raggiunto entro il mese di maggio (oggi siamo a quota 399,5 ppm) è stata data dagli scienziati che controllano quotidianamente i dati provenienti dall’osservatorio Mauna Loa, nelle isole Hawaii, la stazione di monitoraggio più importante al mondo e attiva dal 1958 quando lo scienziato americano Charles David Keeling iniziò a tenere traccia dell’aumento della CO2 in atmosfera.  La prima rilevazione fu di 317 ppm. Oggi la curva di Keeling, resa famosa da Al Gore grazie al documentario “Una scomoda verità”, contiene 55 anni di rilevazioni prese a cadenza oraria sulla cima del vulcano hawaiano (nella foto piccola).
Amaro il commento di Jim Butler, direttore della sezione global monitoring dell’Earth System Research Laboratory della Noaa. “Tempeste sempre più forti, siccità, innalzamento del livello dei mari. Stiamo già vedendo gli impatti dell’aumento della CO2 in atmosfera. Quanto ancora dovremo aspettare?”

Analizzando le bolle d’aria intrappolate nelle calotte e nei ghiacciai del circolo polare artico, gli scienziati hanno constatato che la CO2 non aveva mai superato le 300 ppm nel corso degli 800mila anni che hanno preceduto la rivoluzione industriale. Non è la prima volta in assoluto che una stazione di monitoraggio della CO2 segna un valore superiore alle 400 ppm. In passato è successo nell’Artico, dove la vegetazione è scarsa e i venti trascinano gran parte dei gas emessi dai paesi vicini. Al contrario, i valori registrati dalla stazione di Mauna Loa rappresentano quelli più vicini alla media globale. Secondo Ralph Keeling, direttore del programma sulla CO2 dello Scripps e figlio del famoso scienziato da cui la curva ha preso il nome, non appena gli alberi avranno completato la fogliazione e saranno in grado di assorbire più anidride carbonica, la concentrazione tornerà al di sotto delle 400 ppm, ma non passerà molto tempo prima di superare questa soglia per sempre, anche d’estate.

“Il prossimo target nel mirino delle emissioni è 450 ppm” ha concluso Butler. Un risultato raggiungibile in soli 25 anni se non si fa qualcosa in tempi brevi per invertire la rotta.

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