Argus II,la prima retina bionica

Argus-II

Argus-II

Una nuova protesi della retina per consentire ai non vedenti di recuperare la vista. L’apparecchio è costituito da un paio di occhiali, una fotocamera e un impianto nella parte interna dell’occhio ed è stato battezzato Argus II.

Sono otto i pazienti italiani con retinite pigmentosa che hanno riacquistato una certa funzione visiva grazie all’impianto di una protesi retinica effettuato presso l’ospedale di Pisa, centro in cui è stato eseguito il primo intervento al mondo dopo l’approvazione del dispositivo per uso commerciale. La protesi retinica, denominata Argus II, cerca di supplire le funzioni dei fotorecettori perduti. Il dispositivo è costituito da una parte interna che viene impiantata nell’occhio e una esterna, composta da una telecamera collegata a un piccolo computer. Quest’ultimo rielabora le immagini ricevute e le trasforma in impulsi elettrici che vengono inviati al dispositivo impiantato sulla retina attraverso un’antenna posta negli occhiali in cui è inserita anche la telecamera. L’intervento per posizionare la protesi dura circa 4 ore e viene effettuato in anestesia generale. «La chirurgia consiste in tanti piccoli passi – ricorda l’oculista -. A ogni passo bisogna testare la funzionalità degli elettrodi perché, essendo il dispositivo molto delicato, le manipolazioni possono provocare delle rotture. Ciò che l’impianto consente di ottenere è un certo recupero della funzione visiva. «Che vuol dire vedere le sagome degli oggetti e delle persone. Se si trova in un ambiente sconosciuto il paziente può vedere gli ostacoli, individuare dove sono la porta e finestra. La fase di riabilitazione successiva all’intervento è importante per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dalla protesi retinica. Oltre a imparare a utilizzare le funzioni di base del sistema e a eseguire le opportune regolazioni, il paziente deve imparare a integrare la visione artificiale con gli altri sensi, per esempio deve recuperare la coordinazione motoria fra mano e occhi.

Ogni protesi costa 78mila euro e i primi interventi, anche su pazienti provenienti da altre parti d’Italia, sono stati effettuati grazie alla regione Toscana.

[Francesca Delaurenti]

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