Scozia Biogas dal whisky

whisky

whisky

Anche le distillerie possono diventare “green”. Dalla scozia e più precisamente dalla distilleria Bruichladdich nell’isola di Islay arriva un metodo per rendere le distillerie autosufficienti. Attraverso il fermento del malto del whisky è infatti possibile ottenere biogas utilizzato poi per alimentare l’impianto stesso.

Il processo che viene sfruttato si basa sull’utilizzo di particolari batteri nutriti con forti quantità di fermento di malto ed in assenza di ossigeno. Non riuscendo ad assorbire tutto il fermento, questi organismi producono gas metano, poi recuperato dalla distilleria. Un interessante catena che quindi si chiude rendendo tutto l’impianto autosufficiente.

Tale processo è denominato digestore anaerobico e inizialmente ha coinvolto 12 tonnellate di batteri appositamente allevati. Gradualmente la quantità è aumentata facendo raggiungere il pieno risparmio energetico.

Ma l’idea che sta alla base di questo sistema non è affatto nuova, anzi sembra venire addirittura da Robert Boyle, scienziato irlandese del XVII secolo. L’installazione è costata $270.000, ma permette alla distilleria di risparmiare circa $150.000 dollari l’anno in energia elettrica e in trasporto per lo smaltimento.

Adesso l’unico residuo dal processo di distillazione è l’acqua. Un vantaggio davvero importante, soprattutto se si tiene conto che l’industria del whisky è uno dei settori più produttivi di anidride carbonica tra i produttori di bevande: produrre una bottiglia di birra “costa” circa 900g di CO2 e la produzione di whisky è decisamente più onerosa.

[Francesca Delaurenti]

Tags :