Audio cassette, stanno ritornando di moda?

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Chi è cresciuto come me negli anni ottanta, ha visto cose che oramai non esistono quasi più: i floppy “morbidi” da cinque pollici, gli schermi per computer verdi (cioè in cui il verde era l’unico colore disponibile), e le audiocassette. Ancora oggi le autoradio di alcune vetture supportano questo “formato” al posto dei più comodi compact disk, ma tra lettori mp3 portatili e ipod, le cassette oramai non si vedono più, o quasi…

I canadesi di Duplication.ca, la società di Montreal ha scelto di tornare a investire con entusiasmo nell’analogico, come quando agli esordi si chiamava Analogue media technologies. Era il 1989 quando i giovani musicisti arrivavano alla Analogue con le proprie registrazioni e le copertine disegnate, e la società trasformava tutto in musicassette pronte per essere commercializzate e distribuite.
Poi, con il passare degli anni e il cambio dei trend, anche Analogue si è buttata sulle nuove tecnologie digitali, accantonando i nastri magnetici inventati dalla Philips nel 1962. Iniziava l’era di cd, dvd, Blu-ray e via andando: più capienti, più precisi, più puri.
Eppure, poco più di un decennio dopo, nonostante lo strapotere dei bit e dei byte, 50 miliardi di canzoni comprate su Internet in poco più di un lustro e la diffusione massiccia di lettori digitali, i canadesi hanno scelto di ritornare a registrare cassette. E di farne un business: ogni quattro supporti di registrazione incisi dall’attuale Duplication.ca, uno è un nastro magnetico, per la gioia di appassionati di punk, rock e indie, che nel suono perfetto e asettico di cd e affini proprio non si riconoscono.  Le cassette hanno dalla loro anche un certo fascino. Le ultime chicche sono i modelli double face, bianche su un lato e nere dall’altro, oppure oro e argento.
Per i cultori del genere, le vecchie audiocassette sono quasi un oggetto artistico di autopromozione. Molti le chiedono colorate, in stile vintage, e poi le usano quasi come un biglietto da visita, ha spiegato Denise Gorman, co-proprietaria dell’azienda di Montreal.
Ma i nastri magnetici vanno forte anche tra i gruppi musicali alternativi, spesso conosciuti solo a livello locale e sostenuti da piccoli produttori per i quali, accanto alla qualità del suono, il fattore economico gioca un ruolo chiave.
«L’audio analogico è un suono migliore del digitale», ha spiegato alla Bbc Fernando Baldeon, uno dei responsabili di Duplication.ca. «Certo, il disco in vinile resta ancora la forma di registrazione di qualità più elevata, ma costa circa 10 volte in più delle cassette».
Un problema, e non da poco, le audiocassette però ce lo hanno: la scarsa diffusione, tra le nuove generazioni, dei mangianastri per riprodurle.
Per questo, spiegano dal Canada, in abbinamento con le cassette le nuove band musicali vendono anche un codice di download digitale per scaricare l’album in altri formati. Le statistiche dicono che, per ogni 100 cassette vendute, solo il 70% degli acquirenti usa il codice. Come dire che chi sceglie la vecchia musicassetta è dotato di tutto il corredo per farne rivivere il fascino. In attesa che anche i mangianastri tornino di moda.

[Francesca Delaurenti]

 

 

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