Il futuro? Super eroi senza privacy

supereroi

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A chi  si poteva domandare se le nuove tecnologie ci stanno trasformando, lentamente, in veri eroi con superpoteri, se non allo scozzese Grant Morrison? Attualmente uno dei più accreditati autori di fumetti, che ha speso la sua penna per decenni su personaggi quali Superman, Batman, X-men, Flash e molti altri.

Il giornalista Seth Rosenblatt , di Cnet, ha approfittato della conferenza stampa dello sceneggiatore in occasione della chiusura del suo ciclo settennale “Batman, Incorporated” e non si è fatto intimidire dalla voluta somiglianza con il nemico storico di Superman, Lex Luthor. “C’è ancora spazio per i supereroi, oggi che oggetti come gli occhiali di Google sembrano darci facoltà sovraumane?” ha chiesto a Morrison.  “È per questo che noi amiamo supereroi. – è stata la risposta – Sono una versione del nostro futuro che non è cibo per zombie. Ci sono un sacco di vettori per la tecnologia. La tecnologia medica, le protesi, ci stanno rendendo sovrumani. E i chip di memoria per computer ci fanno più intelligenti, permettendo di ricordare ciò che non potremmo”. Ma è soprattutto nel settore delle comunicazioni, secondo Morrison, che gli uomini stanno compiendo il vero balzo verso il “superuomo”. Si pensi al telefonino come “un organismo: inizialmente si è adattato alla mano, poi all’orecchio, poi all’occhio e poi alla nuca. Skynet (la fantomatica rete di supercomputer che nella saga del cinema Terminator scatena la guerra e schiavizza l’uomo, ndr) sta prendendo consapevolezza di sé, ma non ci nuclearizzerà, ci fotterà”. Ha chiosato con garbata metafora fantascientifica il fumettista.  Gli occhiali di Google , in particolare, sarebbero una specie di transizione, “né carne né pesce” ha spiegato Morrison, in attesa di una vera ibridazione tra corpo e macchina. Un futuro che potrebbe suscitare più di un brivido lungo la schiena, ma non allo scozzese, che non sembra spaventato neppure dalla morte della privacy.

“Quando si sarà connessi a tutti e tutto, sarà la fine della privacy, della doppiezza. Saremo come un fiocco di neve, e la neve è più importante del fiocco. Ognuno avrà visto le foto degli altri nudi, e nessuno se ne curerà. Non c’è da averne terrore, le cose staranno semplicemente così. Cambierà il modo in cui la gente guarda a se stessa come un organismo, un organismo umano”. Vi sentite rassicurati? Probabilmente no. La profezia, comunque, non arriva da un uomo che vive in simbiosi con i computer e vorrebbe sprofondarci dentro. Anzi. Lo sceneggiatore confessa candidamente di non spedire una mail dal 2005, poiché la moglie lo fa per lui.  “Tornato a casa in Scozia, tendo a non usare la posta elettronica. Ci vuole troppo tempo. Ricordo la scrittura di messaggi come fossero romanzi. Non riuscivo a trovare il tempo per farlo, e la cosa non mi piace”.  Tra i suoi superpoteri, a quanto pare, Morrison non può vantare la pazienza. Probabilmente è in attesa di una macchina che scriva tramite lettura del pensiero (meno fantascienza di quanto si possa pensare come ha testimoniato recentemente il fisico Stephen Hawking ) o, addirittura, permetta di comunicare direttamente con la mente. Per ora, frequenta volentieri convention ed eventi, dove forse sperimenta con piacere l’esposizione pubblica a cui sembra che Google e la Rete ci destinino.

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