Giornata Mondiale del Vento: togliere gli incentivi alle risorse fossili e trasferirli alle rinnovabili

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Pulito, libero, di tutti. Il vento è una risorsa fondamentale , “un bene comune” che deve essere tutelato e salvaguardato. Anche per questo la tecnologia che trasforma il vento in energia, l’eolico, va incentivata. Un concetto importante che riguarda il futuro energetico del mondo intero e che oggi, nella Giornata Mondiale del Vento, va sottolineata con ancora maggior fermezza.

Lo ha evidenziato anche il Global Wind Energy Council (GWEC) che ha lanciato un appello ai leader del G8 che si riuniranno il prossimo 17 e 18 giugno a togliere i finanziamenti ai combustibili fossili trasferendoli alle rinnovabili. In un comunicato il GWEC fa notare che attualmente i combustibili fossili ricevono incentivi 6 volte maggiori rispetto alle rinnovabili. Questo nonostante l’apprezzamento dimostrato dalla maggior parte delle persone nei confronti dell’energia del vento e nonostante la sempre maggiore competitività di questa tecnologia. Per quanto riguarda la popolarità dell’eolico, un sondaggio di Eurobarometro ha dimostrato che l’89% degli europei è a favore di questa tecnologia, mentre uno studio realizzato negli Stati Uniti nel 2012 ha rivelato che 71% degli americani sarebbe favorevole a una maggiore crescita dell’eolico nella propria nazione. Questa percezione positiva nei confronti dell’eolico è evidentemente legata al suo essere un’energia rinnovabile pulita, in contrapposizione con lo “sporco” carbone e il “pericoloso” nucleare; tuttavia non si può tralasciare l’aspetto economico, ma anche da questo punto di vista negli ultimi anni l’eolico ha fatto passi da gigante.Il caso più emblematico in tal senso è quello australiano: una ricerca realizzata da Bloomberg New Energy Finance lo scorso febbraio ha infatti dimostrato che in Australia l’energia eolica è più conveniente di quella da carbone e gas. Nello studio si sottolinea come la produzione di un nuovo Mwh dall’eolico costi circa 80 dollari australiani, mentre produrre la stessa quantità dal carbone costa 143 dollari australiani e 116 dal gas. Questi prezzi includono le tasse anti Co2, ma anche al netto delle tasse l’eolico rimane meno costoso del 14% rispetto al carbone e del 18% rispetto al gas. In Australia anche il fotovoltaico si appresta a compiere il grande passso dato che, secondo la ricerca, i grandi impianti fotovoltaici saranno in grado di produrre elettricità a costi inferiori rispetto a carbone e gas entro il 2020. Dati eloquenti che indussero Micheal Liebreich, CEO di Bloomber New Energy Finance, ad affermare che “la percezione che i combustibili fossili siano economici e le rinnovabili costose è ormai superata”.”Il fatto che l’eolico sia oggi più economico di carbone e gas, in uno dei paesi con le migliori riserve di combustibili fossili, – concluse liebbreich-dimostra che le rinnovabili sono un fattore di cambiamento del mercato che promette di cambiare l’economia della generazione elettrica”.  Di fronte all’evidenza che una transizione energetica dalle fossili alle rinnovabili, tuttavia, i grandi del mondo sembrano, se non proprio chiudersi gli occhi, almeno volgere lo sguardo da un’altra parte. Steve Sawyer, Segretario Generale del Global Wind Energy Council, ha dichiarato che i leader mondiali a parole combattono il cambiamento climatico, ma nei fatti sovvenzionano le emessioni di CO2 con 110 dollari a tonnellata.

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