Prism Break: come (tentare di ) sfuggire al controllo dell’NSA evitando i software proprietari

prism break

prism break
Ormai tutti sanno, più o meno cos'è il programma Prism con cui l'NSA ha spiato i dati di milioni di cittadini statunitensi con l'alibi della sicurezza nazionale. Ormai l'attenzione sta quasi scemando, ma non sarebbe il caso che ci ponessimo tutti un po' di più il problema di che fine fanno i nostri dati personali una volta in rete?
Prism Break vuole essere una guida in questo senso.
Realizzato dal designer Peng Zhong, il sito è sostanzialmente una risorsa per capire come uscire dalle maglie dell'NSA. Contiene un elenco di servizi utili in questo senso con suggerimenti che riguardano il client email desktop da preferire, le opzioni di cloud storage meno invasive e i social network sicuri (per quanto si possa usare questa espressione). Si tratta di tutte alternative Open Source e non proprietarie: chi si occupa di software Open Source propone da sempre queste soluzioni.
Il sito spiega anche come massimizzare la sicurezza nelle impostazioni dei software. Vi sembra paranoico? Non sareste i soli a cambiare modo di navigare, nel caso decideste di farlo.

Siti come DuckDuckGo, un motore di ricerca che garantisce di non fornire dati sulla navigazione degli utenti a terze parti, ad esempio, ha registrato in questi giorni un vertiginoso incremento del traffico pari a +26%.
I suggerimenti proposti da Prism Break, naturalmente, non valgono solo per gli utenti statunitensi, ma per quelli di tutto il mondo dato che i sistemi per proteggere i propri dati non conoscono bandiera. Il sito, infatti, è anche in italiano e in molte altre lingue. Sia chiaro comunque, che il modo migliore per evitare che i propri dati finiscano nelle mani di chi non vorremmo e solo uno: non metterli in rete.

[Fonte: Gizmodo USA]

Tags :