Il CNR compie novant’anni

CNR 90 ANNI

CNR 90 ANNI

Compie novant’anni il CNR, Consiglio nazionale delle ricerche, e festeggia alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del presidente del Senato Pietro Grasso  e di molti esponenti della comunità scientifica.

Oggi sono partiti i festeggiamenti, con una giornata intitolata “Sfide” e la consegna del Premio nazionale per l’innovazione. “Il Cnr è il più grande ente di ricerca italiano, vi lavorano oltre ottomila persone, con strutture e laboratori sull’intero territorio nazionale e in alcune zone chiave del mondo, dall’Artico all’Antartico, dall’Everest all’Iraq. Tantissime le linee di ricerca e i progetti di cui è ispiratore e attuatore, ma soprattutto, il Cnr ha sostenuto e favorito l’ammodernamento, la creatività, la crescita sociale e culturale, la competitività produttiva del Paese, insieme al dialogo con imprese, istituzioni e comunità scientifiche”, ha esordito il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, evidenziando “i brevetti depositati, i progetti di innovazione e sviluppo e le nuove imprese di cui ha facilitato la nascita, l’impegno comunitario e internazionale, il rapporto con le università e il territorio, l’interdisciplinarietà e l’intrecciarsi di ricerca esplorativa e finalizzata”.

In particolare, Nicolais ha fatto riferimento “alle persone che quotidianamente affrontano la sfida della conoscenza, dai tempi di Vito Volterra ai giovani precari della ricerca di oggi”, rivolgendo un appello al presidente Napolitano, “che ha sempre sottolineato quanto la ricerca sia una priorità da far valere ancor più in tempi difficili come quelli attuali: siamo consapevoli delle difficoltà e delle criticità attuali, ma proprio per superarle abbiamo bisogno di più ricerca, più università, più scuola. Perché è grazie all’avanzamento e alla diffusione delle scienze che si sconfiggono le illibertà dello sviluppo, vengono superati i pregiudizi, rafforzati i diritti, estesa la prosperità”.

“Le tre priorità per il sistema educativo, scientifico e tecnologico introdotte nelle linee programmatiche del Miur” sono state ricordate dal ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Maria Chiara Carrozza. “Per disegnare una strategia credibile università e centri di ricerca hanno bisogno di risorse: dopo anni di sacrifici serve un’inversione di rotta. Il Miur è un ministero di investimento e non di spesa, questo vuol dire efficienza ed efficacia. La scommessa sul talento si vince con un sistema formativo inclusivo, una programmazione credibile che metta a sistema i talenti nazionali, coinvolga quelli stranieri e crei le condizioni per richiamare i nostri ricercatori all’estero”. Inoltre, “per rispondere alla domanda di innovazione dobbiamo focalizzare i nostri sforzi indirizzandoli con trasparenza, questo è il messaggio dell’Europa e per farlo abbiamo rilanciato interventi per il sostegno di start up e spin off, dobbiamo favorire lo sviluppo di metodi nuovi per il sostegno privato come le donazioni liberali e il crowdfunding ma vogliamo agire anche promuovendo la domanda di innovazione: daremo il via a una nuova piattaforma dedicata ad ambiziosi premi per studenti, ricercatori e inventori”.

 

Tags :